Ligabue Arrivederci Mostro
RECENSIONI

Ligabue – Arrivederci, Mostro!

Quattro anni di silenzio discografico (in termini di album di inediti, per lo meno), quattro anni per confrontarsi con i fantasmi del passato, quattro anni per scrivere un resoconto della propria avventura musicale, e non solo. Tre anni per trovare il giusto feeling con i due nuovi elementi del gruppo (gli americani Michael Urbano alla batteria e Kaveh Rastegar al basso). Il ritorno sulle scene di Luciano Ligabue si palesa esattamente vent’anni dopo l’uscita del suo primo, omonimo album, un po’ per celebrarne la carriera ventennale, un po’ per dimostrare che l'artista di Correggio ha ancora qualcosa da dire, proprio come alle origini.

Arrivederci, Mostro!” può essere inquadrato come il bilancio del confronto tra il cantante ed i suoi mostri: le paure, i dispiaceri, i pregiudizi verso il suo operato. Già nel primo brano, “Quando Canterai La Tua Canzone”, si notano chiari riferimenti alla carriera del musicista, in particolare a quanto sia difficile esprimere le proprie idee e farsi rispettare, a come, nonostante tutto e tutti, si debba resistere ed andare avanti. Tra una citazione riguardante la contestazione ai danni di De Gregori (“Nel Tempo”) ed una rapida carrellata di situazioni nelle quali è arduo destreggiarsi (“La Verità È Una Scelta”), ecco arrivare la prima vera sorpresa dell’album: “Caro Il Mio Francesco”. Il titolo di questa canzone pare l’incipit di una di quelle lettere scritte ad amici lontani. In effetti, di una vera e propria lettera aperta si tratta ed il destinatario non è altro che Guccini. Qui il Liga, accompagnato da un arrangiamento perfetto nella sua essenzialità, esterna con pacatezza, ma al contempo con vivida chiarezza, la grande ipocrisia che avvolge buona parte del mondo musicale, dai giornalisti a certi “colleghi”, confessando al mittente d’eccezione come dai tempi di “Avvelenata” (canzone con la quale Guccini si scagliava apertamente contro una frangia della stampa del settore, rea di aver insinuato che il cantautore si fosse “venduto” all’industria discografica) la situazione non sia poi cambiata molto. È uno dei due momenti più alti di “Arrivederci, Mostro!”, dove le doti comunicative di Luciano sono egregiamente sfruttate.

La hit “Un Colpo All’Anima” ha il pregio di mostrarsi orecchiabile e di avere un’interessante intermezzo strumentale, seppur breve, ma non è altro che il solito singolo-tormentone; seguono la bella ballad “Il Peso Della Valigia” e lo scherzoso blues scanzonato di “Tacabanda”, fino ad arrivare alla seconda sorpresa dell’album, “Quando Mi Vieni A Prendere?”. La canzone tratta la tragedia di Dendermonde dal punto di vista di uno dei bambini protagonisti di questo dramma e lo fa con una delicatezza ed un’innocenza commovente, dove solo una batteria leggera, un basso essenziale e dei violini accompagnano la pacata voce narrante. Il disco si conclude con la ben più vivace ed ottimista “Il Meglio Deve Ancora Venire”, al termine della quale si ha un po’ di amaro in bocca, o meglio, nelle orecchie.

Eccezion fatta per i due punti d’eccellenza già citati, “Arrivederci, Mostro!” presenta non molte novità in casa Ligabue (ci sono alcune idee interessanti, ma non sono mai sviluppate adeguatamente), inoltre il cantato non sempre convince, soprattutto durante i pezzi più vivaci. La voce ha risentito parecchio del passare del tempo, è piuttosto bassa e non riesce mai ad esser graffiante ed incisiva; probabilmente in sede live la situazione migliorerà ed alcuni brani risulteranno più godibili, ma per ora, su disco, Ligabue non convince fino in fondo.

Tracklist

01. Quando Canterai La Tua Canzone
02. La Linea Sottile
03. Nel Tempo
04. Ci Sei Sempre Stata
05. La Verità È Una Scelta
06. Caro Il Mio Francesco
07. Atto Di Fede
08. Un Colpo All’Anima
09. Il Peso Della Valigia
10. Taca Banda
11. Quando Mi Vieni A Prendere (Dendermonde, 23/01/09)
12. Il Meglio Deve Ancora Venire