Un bel po' di tempo fa i Frankie Goes To Hollywood, prima di sparire nel nulla come ogni band degli Eighties che si rispetti, lasciavano ai posteri uno dei pezzi più cantabili (e cantati) della storia della musica: "The Power Of Love". Tra una festa di karaoke e l'altra, trent'anni dopo la canzone continua a fare da discrimine tra il ridicolo e il promettente: c'è chi, come chi scrive, la canta ai microfoni di Singstar e offre stonati orrori all'altrui ludibrio; poi c'è qualcuno un pelino più dotato che con la sua cover raggiunge milioni di visualizzazioni e i cuori di mezza Inghilterra. Mesi e caterve di consensi dopo, la fortunella del caso – Gabrielle Aplin, classe '92 – arriva alla stampa del suo primo disco, mettendoci sopra un titolo d'incredibile originalità: "English Rain". E via con le vendite.
Ascoltando l'album d'esordio della giovanissima songwriter del Wiltshire, però, si riesce a intuire come sia riuscito a scalare vertiginosamente le classifiche di madrepatria fino a un prestigioso secondo posto: quello della Aplin è un indie pop estivo e scorrevole, che tratteggia con tinte pastello, su sobrie acustiche e su qualche orchestrazione, una serie di sincere e autentiche (così pare) canzoni d'amore. Gli elementi per far colpo sul medio ascoltatore del genere, tra l'altro, ci sono tutti: richiami della cara vecchia Natalie Imbruglia nell'opener "Panic Cord", accenni all'acustica di Amy MacDonald ("How Do You Feel Today", "Keep On Walking"), sospiri esistenzialisti che ammiccano allo stile di canto della coetanea Elena Tonra, dei Daughter ("Please Don't Say You Love Me", prima di trasformarsi in un qualcosa di buono per una pubblicità della Kinder Paradiso, ricorda talmente tanto "Youth" da far quasi gridare al plagio).
È pur sempre vero che in tracklist fanno la loro spiacevole comparsa testi che costituirebbero un'ottima fonte di citazioni per diari segreti di adolescenti in love ("Just please don't say you love me, 'cause I might not say it back, doesn't mean my heart stops skipping when you look at me like that"), o arrangiamenti oggettivamente senza senso (gli inutili oltre che orribili cori di "Ready To Question", o dell'intro di "Human"). Poi però succede che ci si imbatte in pezzi come "Alive" o piuttosto "Salvation", romantiche e malinconiche perle condite da progressioni vocali d'indubbia qualità, e si tende a perdonare alla Gabrielle tutto il resto. La speranza per il futuro è che tali brani, dai quali traspare una discreta abilità a dar vita a melodie raffinate e non banalmente strappalacrime, prendano il sopravvento su una generale, scoraggiante prevedibilità.
Tracklist
01. Panic Room
02. Keep On Walking
03. Please Don't Say You Love Me
04. How Do You Feel Today?
05. Home
06. Salvation
07. Ready To Question
08. The Power Of Love
09. Alive
10. Human
11. November
12. Start Of Time
















