Il nome Berri Txarrak forse non dirà nulla ai più, tuttavia è una delle band più importanti della realtà rock dei Paesi Baschi. Inizialmente d’ispirazione Grunge (il quartetto nasce nel 1994), negli ultimi tempi mescolano punk rock e distorsioni più familiari ad un certo Hard & Heavy: brani come “Lepokoak”, “Makuluak” rispecchiano esattamente questa miscela di generi, peraltro bisogna ammettere molto ben riuscita.
L’irruenza e l’energia sprigionata dal combo basco in questo “Haria” sono ben calibrate, colpiscono e convincono soprattutto nella seconda parte, dove la qualità e la carica espressa sono molto più omogenee e generalmente più apprezzabili. Ciò che può risultare straniante, anzi risulta sicuramente straniante, è la lingua usata per i testi: non inglese, neppure un esotico spagnolo, ma il basco, il quale, per chi non lo sapesse, ha davvero pochi punti di contatto con qualsivoglia dialetto iberico. La comprensione delle liriche è quindi piuttosto astrusa, se non quasi impossibile (inutile destreggiarsi coi vari traduttori online: rimarranno sempre passaggi perlopiù oscuri).
In definitiva i Berri Txarrak incuriosiscono: la lingua basca certo non facilita la comprensione globale del lavoro, ma è innegabile che il disco ha alcuni episodi davvero convincenti, altri semplicemente un po’ meno originali (non per questo disastrosi, sia chiaro). Per chi volesse avventurarsi in qualcosa di nuovo, “Haria” non è per nulla malvagio.
Tracklist
01. Sugea Suge
02. Albo-Kalteak
03. Haria
04. Guda
05. Leopokoak
06. Iraila
07. Harra
08. Makuluak
09. FAQ
10. Non Bestela
11. Soilik Agur
12. Lehortzen

















