JohnMurryTheGracelessAge
RECENSIONI

John Murry – The Graceless Age

Pur essendo a tutti gli effetti un debuttante, John Murry è già un sopravvissuto. Ha trascorso gli ultimi dieci anni girando in lungo e in largo l’America, chitarra a tracolla, impregnando la sua musica di tutto quello che la tradizione stelle e strisce offre, dal folk al southern, da Nashville a Memphis. Ha combattuto la sua personale battaglia contro le dipendenze, e l’ha esorcizzata nei dieci minuti più autenticamente intensi che si possano concepire in certi frangenti, quelli dell’epica “Little Coloured Baloons”, su cui torneremo più avanti. Ha preso ispirazione dal celebre drammaturgo americano e premio Nobel per la letteratura William Faulkner, di cui peraltro è pronipote. Si descrive come una persona assorta nella letteratura, più che negli affari quotidiani e si capisce il perché. Il caos interiore necessario a partorire una stella impazzita c’era tutto, e la stella prende oggi forma nel titolo di “The Graceless Age”.  Sulle prime la sensazione è quella di trovarsi davanti all’ennesimo cantautore solitario e tenebroso. “Ballad Of The Pajama Kid” è una “Knockin’ On Heaven’s Door” al contrario, tesa a ricreare efficacemente lo stile e le atmosfere dei grandi cantautori, ma è solo un pretesto per allargare il discorso; la successiva “California” va ben oltre il titolo di facile richiamo e ha un sapore psichedelico che la rende piuttosto interessante, una formula ripetuta pari pari nella successiva “Southern Sky”.  Certo, ci sono pezzi come “Things We Lost In The Fire” e “I’m To Blame” che sembrano fatte apposta per essere suonate davanti a un falò, ma sarebbe sbagliato ritenere John Murry l’ennesimo eroe preconfezionato in salsa West Coast. Siamo davanti a un altro cantautore che lotta contro i suoi démoni interiori, ora sembra spiccare il volo su una nuvola, ora ti sussurra nell’orecchio i suoi inconfessabili tormenti. “The Graceless Age” è un disco dai toni drammatici ma questo non costituisce un ostacolo per l’ascoltatore, anzi, la drammaticità enfatizza i momenti più personali, specie quando è accompagnata dalle note del pianoforte: i dieci minuti agrodolci di “Little Coloured Baloons” non sono semplice autocommiserazione, è una autentica redenzione dall'inferno e ritorno, e meriterebbero una spazio a parte al pari di “No Te Da Ganas, Senor Malverde” che ne rappresenta la continuazione almeno in termini musicali.  Echi di Jeff Buckley e del Dylan crepuscolare, di Leonard Cohen e del Flower Power convivono in questo opera prima autentico concentrato di emozioni. “The Graceless Age” è pervaso da quella vaga sensazione di malinconia, piacevole e sfuggente, che si accompagna alle storie di vita vissuta, quelle raccontate con rara sincerità da John Murry.

Tracklist

01. The Ballad Of The Pajama Kid
02. California
03. Little Colored Balloons
04. Photograph
05. Things We Lost In The Fire
06. ¿No te da ganas de reir, Sènor Malverde?
07. Southern Sky
08. If I’m To Blame
09. Penny Nails
10. Thorn Tree In The Garden