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Intervista – Mr. Big (Billy Sheehan)

mr.big sheehan 2010int home

Prima di tutto, grazie!

E' un mio piacere. Grazie a te!

Quali sono le prossime novità?

Il nuovo album dei Mr. Big uscirà a gennaio. E' un disco rock e molto heavy, molto forte, suonato insieme e creato da tutti e quattro i membri dei Mr. Big, dapprima in sala prove e poi registrato in presa diretta: ho sovra-inciso soltanto 45 secondi di basso, per il resto è completamente live, reale.

Perfetto! Durante la clinic hai detto che la musica potrebbe cambiare il mondo. In che modo?

Suonando buona musica, comunicando con le persone, facendo in modo che la gente arrivi a pensare diversamente, in un modo migliore, poichè la musica può influenzare moltissimo la mente, anche a livello subliminale. C’è molta forza nella musica, tale da poter influenzare la vita delle persone.

Come maestro di basso secondo me sei uno, anzi il migliore al mondo. Vorrei sapere se ti senti responsabile di avere una folta schiera di seguaci.

Sì, io penso di avere una grande responsabilità e lavoro duramente; anzi non ho mai lavorato così duramente come in questo periodo, perché voglio migliorare sempre di più.

Cosa pensi di chi ti domanda se sia meglio Steve Vai di Paul Gilbert o se sia meglio lavorare con McAlpine oppure… Insomma, sono domande da fare secondo te?

Penso che sia una pessima domanda, no, non è da fare. Invece questo tipo di domande mi sono state poste milioni e milioni di volte, di continuo, in interviste sia parlate che scritte. Adesso infatti ho imparato a precisare che, almeno durante le clinic, non mi vengano fatte domande di questo genere: preciso che le domande debbano essere mirate alla mia persona. Ognuno ha il suo stile, mi basta capire la personalità, la validità di un musicista in due parole, ma sbilanciarmi sugli altri musicisti è qualcosa che non dipende da me, semplicemente perché non trovo che sia affatto giusto.

Una domanda che avresti voluto ricevere ma che nessuno ti ha mai posto?

(Ridacchiando) Qualcosa del tipo: "Come stai?". (Poi, serio) Mmmm… Qualcosa come… "Perché?". “Perché” è una bella domanda. Mi si chiede sempre “che cosa”… oppure “dove” suoni… “come” suoni… ma nessuno mi chiede il perché. Secondo me ci sono tre livelli fondamentali che ci portano a capire, ci conducono alla conoscenza: il primo (in basso) è “Che cosa?”, il secondo è “Come?”, ma quello fondamentale è “Perché?”. (Si ferma, una pausa di riflessione, poi continua) Chiedere perché è sempre la domanda più importante, in assoluto. Eppure nessuno mi domanda perché…

Mmmm… Perché suoni?

(Ride) Io suono perché… la musica è arte, è quello che mi rappresenta. La musica è l’arte migliore tra tutte, secondo me, e mi consente di creare, scoprire, capire… è la cosa più importante della mia vita.

Bellissimo! Ultima domanda: vorrei sapere se è vero che la prima serie del tuo basso,  lo Yamaha Attitude Limited, ti sta particolarmente a cuore. O preferisci l’ultima?

Mi piacciono un po’ tutte. Ognuno ha delle caratteristiche ed i suoi lati positivi. La prima serie ha un suono più corposo, solido e "heavy" di quelli nuovi, che sono più leggeri dei primi, ma hanno il suono più legnoso. In fondo sono come i miei figli. Ma effettivamente questo basso occupa un posto speciale nel mio cuore.

… E Billy Sheehan è un mito che sa toccare il cuore di chi va ad ascoltarlo e/o intervistarlo. Dopo l’intervista (e a tale proposito ringrazio Giulio Cataldo della Frontiers Records che gentilmente si è prestato a darmi una mano con la traduzione simultanea, invece dell’interprete ufficiale che aveva lavorato durante tutto l’evento) abbiamo “chiacchierato” ancora, tanto che, come mi capitò quando intervistai Steve Harris e Noel Redding, da un lato stavo per accendere di nuovo il registratore, ma non l’ho fatto, avrei sciupato la magia. Vi dico un paio di cose. Ad un certo punto gli ho detto che tanti anni fa andai a vederlo (insieme a Francesco Grosso, della mia band Demonilla) in concerto con i Mr. Big, quando aprirono agli Aerosmith, a Milano, e che dopo averlo visto in azione quasi quasi non “toccai” più il basso per un mese. Alle mie parole Sheehan esordisce con un suo: “Nooooooo!” a cui segue il suo invito a non fermarmi mai. Quando ci siamo salutati, alla fine, l’ho ringraziato da parte mia, di Cheyenne Radio Sound e di SpazioRock per l’esclusiva, e per la terza volta mi ha detto: “Mi raccomando con il basso! Dacci dentro.” Stretta di mano e mi dice: “Onorato di averti conosciuta, ci si becca su facebook!”

È un maestro, è unico, è un miracolo del basso elettrico ed anche un grande uomo, modesto e disponibile. È Billy Sheehan.

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