Ciao Dan sono Marco di Spaziorock. Ciao Marco come stai? Benissimo grazie, è un vero onore per me poterti parlare e sentire le tue opinioni. Un grazie a te. Sono molto entusiasta del mio ritorno discografico e quindi non vedo l’ora di poterne parlare con te. Innanzitutto devo dirti che ho avuto il piacere di poter scrivere la recensione di “Red Lamb”, un disco che posso senza dubbio definire stupendo. Da dove nasce l’idea di questo tuo nuovo progetto musicale? Ci sarebbero molte cose da raccontare ma potrei partire da quando sono tornato alla musica professionista nel tour delle reunion con gli Anthrax nel quale abbiamo girato il mondo per due anni. Volendo però potrei anche partire dal mio ritiro dalle scene di anni fa per diventare un pazzo orologiaio (ride, ndm). Sono due punti di partenza molto diversi, ma chiaramente connessi e che ci portano al presente. Alla fine dei tour della reunion con gli Anthrax ci siamo seduti al tavolo per scrivere musica nuova, o meglio per iniziare a ragionare su di un nuovo album anche se inizialmente l’idea del ritorno alla formazione originale era solo per divertirci, girare il mondo e suonare i classici. Ovviamente il fatto di stare molto assieme ci ha fatto pensare all’idea di nuovo materiale con la line up che nel passato era riuscita a fare qualcosa di molto speciale nel campo del thrash metal. La scelta, ovviamente, non è stata facile perché tornare nel mondo della musica professionista voleva dire buttare via tutto il lavoro fatto in dieci anni con il mio laboratorio di orologeria e poi devo ammettere che ero un po’ arrugginito, ma sentivo che era giunto il momento anche per creare nuovamente musica. Purtroppo però il mio dna musicale e le mie idee andavano in una direzione non sovrapponibile a quella della band e quindi ho deciso di creare una band tutta nuova e nel decidere di tornare hanno avuto un ruolo fondamentale di supporto anche tutti i membri delle band del Big 4. Chi ha vissuto gli anni d’oro del thrash metal sa che si ha qualcosa dentro che ti rende unico e nei Red Lamb volevo che si sentisse questo e che fosse ben presente il mio modo di suonare. Nei Red Lamb hai scritto i brani, scritto i testi, registrato le chitarre, il basso, ne hai curato la produzione e hai così svelato un lato forse meno noto di te, ovvero quello di una preparazione a 360°. Come hai fatto a gestire tutte queste cose? Sono stato molto fortunato perché nel passato, durante la realizzazione dei dischi degli Anthrax, ho avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con i migliori produttori del mondo e ho imparato molto da questa esperienza. Negli anni la collaborazione è stata talmente forte e costruttiva che, ad esempio,in “Among The Living”, il suono delle chitarre voluto da me e proposto dal produttore coincidevano. Diciamo che ho avuto la fortuna di rubare i segreti a grandi professionisti, ma poi la mia passione per la musica mi ha portato ad approfondire e studiare molto i vari aspetti della produzione di un disco e farmi un’idea esatta del tipo di musica che volevo proporre, ovvero che fosse allo stesso tempo innovativo, ma fortemente riconducibile al suono che amo. Non ho voluto fare una semplice operazione nostalgica, ma un qualcosa che guardasse anche al futuro. Dalle parole che hai detto quindi possiamo considerare i Red Lamb non un semplice progetto, ma una vera e propria band. Hai in programma un tour promozionale? Si assolutamente. Se non avessi voluto tornare nel mondo della musica per restarci probabilmente sarei ancora con gli Anthrax e avrei vissuto nel circuito undrerground. Ovviamente sono convinto della bontà della nostra musica e quindi sarà normale portarla in giro per il mondo dal vivo. Per quanto riguarda la formazione è vero che è particolare in quanto fondamentalmente si tratta di un duo, ma questa è la musica dell’era moderna dove, grazie al mondo di internet e delle tecnologie, trovo sia superato il concetto tradizionale di band; benvenuti nel futuro. Poi ovviamente in sede live verremo supportati da ottimi musicisti, ma solo per poter regale una vera esperienza live senza dover far uso delle tecnologie digitali. Vorrei ora parlare del coinvolgimento di Dave Mustaine nella produzione del disco. Come hai fatto a convincerlo e quanto è stato importante il suo contributo per il risultato finale? Io e Dave siamo grandi amici da tantissimi anni. E’ vero che nel mondo thrash metal ci si conosce tutti da anni, ma con Dave esiste un’amicizia vera e molto profonda da quando eravamo poco più che ragazzi e lui militava ancora nei Metallica tanto più che gli avevo promesso di prestargli il mio amplificatore per le registrazioni di “Kill ‘em all”. Poi tutti sappiamo come è andata a finire, ma nel disco è registrato il suono del mio Marshall (ride, ndm). L’amicizia poi è ovviamente continuata e cresciuta, ma non è mai stato un rapporto importato sulla musica, ma sulla persona supportandoci a vicenda nei momenti difficili. Per quanto riguarda il suo coinvolgimento inizialmente era solo per avere un suo giudizio, ma essendogli piaciuto molto il materiale si è offerto di aiutarmi in fase di produzione per farlo suonare al meglio. Ci siamo così ritrovati a lavorare assieme per quattro mesi ed è stato fantastico anche se devo ammettere che mi ha molto aiutato nel riscrivere le parti vocali nelle quali ha avuto un ruolo determinante. Ora ho una domanda un po’ scomoda: se da una parte considero “Red Lamb” un disco di qualità superiore, non posso dire lo stesso dell’ultimo album degli Anthrax “Worship Music” che ho veramente trovato povero di idee. Cosa ne pensi? Beh posso dirti poco perché non l’ho mai ascoltato! Davvero? Si è vero, non l’ho mai ascoltato. Ovviamente sono molto legato ai miei amici degli Anthrax ed è stato un onore tornare a suonare con loro, ma ormai hanno maturato un suono che non è più il mio. Un domani potremo di nuovo tornare a suonare assieme in un tour o in un festival, ma io sarò presente esclusivamente con i Red Lamb. Poi ovviamente con i Red Lamb proporremo dal vivo anche i pezzi storici degli Anthrax che ho suonato per anni, questo anche perché ci permette di presentare uno show di buona durata e non solo con brani tratti dal nostro esordio discografico. Ora vorrei farti un’ultima domanda: tu hai vissuto in prima persona la nascita del thrash metal, cosa ha rappresentato per te vivere quegli anni da protagonista? E’ stata un’esperienza grandiosa anche se, vista la giovane età, l’ho vissuta in maniera quasi incosciente. Noi volevamo solo suonare la nostra musica e portarla in giro nei locali il più possibile. Il resto è successo tutto talmente velocemente che è difficile quasi da ricordare. La cosa che posso dire è che adesso lo spirito che mi ha portato a tornare nella scena è lo stesso di allora, quello di portare la musica ad un nuovo livello e di farla ascoltare in giro per il mondo il più possibile. Bene Dan, purtroppo il tempo a disposizione è voltato, nel ringraziarti lascio a te l’ultima parola per salutare i tuoi fan. Beh prima di tutto grazie a te Marco. A tutti i miei fan non posso altro che dire di ascoltare il mio nuovo disco e se possibile di comprarlo anche perché una buona parte dei proventi sarà devoluta alla fondazione che ho creato per la cura dell’autismo, malattia che come di certo saprai, mi ha colpito molto da vicino. Quindi si tratta di musica nuova per regalare un nuovo futuro a chi è stato colpito da questo male. Ciao (in italiano, ndm).











