La vostra formazione si è composta a Montreal nella metà degli anni ’90 come una “tribute band” dei Genesis; com’è avvenuta all’epoca una scelta simile da parte di un gruppo di musicisti canadesi? Il nucleo storico dei Genesis si era sciolto molti anni prima e probabilmente non erano fra le band più popolari in Canada (nel periodo grunge).
In quegli anni l'influenza della cultura “progressive” e della musica basata sull’esibizione era ancora piuttosto forte tra i musicisti e tra il pubblico franco/canadese. I Genesis in particolare hanno avuto un impatto eccezionale in Quebec, e quando formammo The Musical Box il mito di Peter Gabriel era ancora molto fervido, tant'è che e il pubblico se lo sarebbe divorato.
Una svolta nella vostra carriera è costituita della decisione di rappresentare “The Lamb Lies Down On Broadway”; come avete presentato lo spettacolo all’inizio e come lo fate ora? È una replica fedele del concerto dei Genesis che segue la loro scaletta originale, vi affidate alla sequenza così come è riportata sul disco oppure è una trasposizione teatrale più libera con la sequenza dei brani influenzata dallo sviluppo della storia?
“The Lamb Lies Down On Broadway” è stato concepito nel suo insieme come un “concept album”, pertanto la musica è legata allo sviluppo di una trama: come tale è stata rappresentata dal vivo dai Genesis nella sua interezza, così come lo facciamo noi. Se qualcosa è cambiato nella nostra versione è il livello di accuratezza o precisione che si è evoluto con la conoscenza sempre crescente dello spettacolo originale.
La vostra scelta di rispettare tutti gli aspetti originali dello spettacolo, il suono, l’esecuzione musicale, le luci, i costumi, le scenografie fa pensare che trattiate lo spettacolo come un testo, come un’opera. Sareste d’accordo nel definire lo spettacolo come una combinazione di elementi artistici che a loro modo rinnovano la tradizione del melodramma europeo in stile rock?
È importante contestualizzare un simile lavoro. Il movimento “progressive” inglese tentò di staccarsi dal formato “pop”, animando la musica in quanto forma d’arte o intrattenimento di ben altri intenti; si potrebbe parlare di un approccio più serio o classico, che permise ai musicisti di brillare, comunicando attraverso un linguaggio più sofisticato. I Genesis in particolare si avventurarono in brani lunghi e ambiziosi come “Supper’s Ready”, e sembra ci fosse una sorta di competizione, perfino presunzione, non solo all’interno del gruppo ma da parte di tutti i grandi nomi dell’epoca, gli Yes, Emerson Lake & Palmer, i Pink Floyd, addirittura i Led Zeppelin, con lo scopo di creare il capolavoro successivo. Peter Gabriel con “The Lamb Lies Down On Broadway” ha imposto l’idea di “concept album”, scrivendo questa storia complicata da presentarsi come un’opera rock da palco, la forma creativa definitiva per un gruppo rock.
Dopo quarant’anni lo spettacolo è sempre attuale; quali sono le caratteristiche che lo mantengono così?
Non sono sicuro che sia attuale ma di certo è invecchiato bene, avendo avuto un ruolo così pionieristico all’epoca. La tecnologia di allora era strumentale e al servizio del concetto e dei diversi momenti dello spettacolo, in contrasto con le trovate a caso tipiche di tanti show anche al giorno d’oggi. I mezzi eleganti usati dai Genesis e da Peter Gabriel, come i vecchi proiettori, oggi sono obsoleti, ma all'epoca erano espedienti "cool" e decisivi per una rappresentazione del genere. Inoltre, da un punto di vista musicale, penso che i Genesis avessero una cifra talmente unica e ingegnosa che non è confinabile nel tempo e nei limiti di uno stile musicale specifico, che può facilmente perdere appeal con gli anni.
Gli stessi Genesis hanno riconosciuto che la vostra esecuzione se possibile è perfino migliore della loro; qual è il vostro contributo allo spettacolo? Cosa avete migliorato o modificato, la parte musicale e l’esecuzione o la rappresentazione teatrale?
Possiamo accreditare a noi stessi solo la dedizione all’accuratezza storica dell’opera e al nostro sforzo continuo nel cercare di offrire la migliore esibizione possibile. Pertanto il nostro obiettivo è quello di non modificare o cambiare nulla, cercando invece di catturare l’essenza dello spettacolo.











