Qual è la vostra definizione di disco estremo?
Probabilmente, se siete nostri abituali lettori, sareste naturalmente portati a rispondere che un disco di musica estrema è qualcosa che ha a che fare con band norvegesi dal nome impronunciabile, cover blasfeme e sanguinolente, ed una musica che vira su territori consoni al black o death metal. Certo, è una visione condivisibile, ma non è l’unica: per me, un disco estremo è, più universalmente, un lavoro che si sa far apprezzare solo ed esclusivamente da ascoltatori affini al genere musicale inciso su quel cd. Ed è con questo ricco preambolo che mi accingo a parlarvi dell’esordio degli Scalas' Big 9, superband piacentina che consta di ben 11 elementi (due voci, due chitarre, una serie completa di ottoni, basso, batteria e tastiere) dedita ad uno ska che, in più di un’occasione, si concede ad atmosfere maggiormente rocksteady.
Avrete già probabilmente capito che il difetto principale di questo lavoro risiede esclusivamente nella sua selettività: lo ska che si ritrova lungo tutte le 17 tracce di questo disco sono ad uso e consumo di ascoltatori che si ritrovano affini con una proposta similare a quella dei Giuliano Palma & The Bluebeaters, band che non viene menzionata a caso, visto che anche gli Scalas’ Big 9 cedono alla tentazione di coverizzare in salsa reggae un celebre classico della musica italiana quale “Il Cielo In Una Stanza”. Al di là di tutto questo, una certa ripetitività di ritmo e staticità insita nella proposta rendono questo debutto un disco totalmente estremo secondo la definizione che vi ho dato in apertura di articolo: anche quando i ritmi paiono un attimo diventare più tranquilli (“I Don’t Need Your Love Anymore” e “It’s Raining” – dove viene inevitabilmente in mente anche Bob Marley), è solo l’illusione di pochi secondi, perché la band riattacca immediatamente con il tipico mood festaiolo di questo genere.
Prima di passare all’ovvia conclusione di consigliare l’acquisto a scatola chiusa solo con chi si ritrova affine nel quadro sonoro appena descritto, lasciatemi spendere una parola di elogio per la solita cura con cui la Badchili Records pare confezionare i suoi prodotti. Dopo il digipack di Simone Fornasari, difatti, ritroviamo su questo album un disco che simula in tutto e per tutto un 45 giri: dalla superficie riflettente nera, al fatto che il fronte è zigrinato a simulare la tipica rugosità del vinile. Un feticismo che il sottoscritto non può non apprezzare e segnalare.
Bene, quindi non rimane molto altro da dire. Cercate una valida band ska? Gli Scalas’ Big 9 lo sono. Per tutti gli altri, questo disco, purtroppo, non può fisiologicamente andare oltre l’ottimo sfondo musicale di un party a tema.
Tracklist
01. Green Mango
02. Zion City
03. I Won’t Let You Sad
04. It’s Raining
05. Trust No Man
06. Perhaps
07. Personality
08. Solid Rock
09. Ska La Parisienne
10. I Don’t Need Your Love Anymore
11. Jamaica Farewell
12. Perfidia
13. You Are Too Bad
14. Adorable You
15. Il Cielo In Una Stanza
16. From Russia With Love
17. You’re Wondering Now
















