Dotato polistrumentista, estroso songwriter, ingegnere del suono, produttore e fondatore della casa discografica indipendente Nadir Music, nonché anima dei Sadist, uno dei più pregiati prodotti nostrani nel campo del metal estremo. E’ senz’altro un curriculum di tutto rispetto quello che Tommy Talamanca va ad arricchire con questo suo esordio da solista. Un debutto che rappresenta per il musicista genovese l’occasione perfetta per dare sfogo al suo genio creativo e alla sua innata abilità nel disegnare evocative atmosfere, liberandole da quello strato di distorsioni e di cattiveria inevitabili per una band death metal, per quanto poco ortodossa essa possa essere. "Na Zapad" si fa notare subito, fin dalle sue prime note, per essere ben diverso dai troppo numerosi lavori di presunti guitar hero, che decidono estemporaneamente di dare alle stampe ore di futili onanismi sulle sei corde con il proprio nome in copertina. Talamanca, seppur dotato di una tecnica straordinaria, non la mette mai in primo piano perdendosi in assoli dalla lunghezza estenuante, ma sfrutta ogni minuto del suo lavoro come terreno fertile dove fare germogliare influenze dei generi più svariati, ben lontani dall’hard’n’heavy, mostrando la sua essenza di musicista completo, dinamico, sensibile. Il disco diventa così un’armonica danza tra sperimentazioni adesso elettriche, adesso elettroniche, adesso acustiche, affidate agli strumenti più svariati (tutti, eccezion fatta per la batteria affidata a un ottimo Emiliano Olcese, suonati da Talamanca stesso), ed è impossibile non restare piacevolmente colpiti dalle oscure tastiere di “Dia Ballein” o da quelle più luminose dell’introduttiva “Vostok”, dall’elegantissima acustica di “Oeste” o dalla hard rock-oriented “A O”, dalla tribale, percussionistica “Nbb”, spruzzata anche di jazz, o dall’orientaleggiante “Arevelk Arevmutk”. Prova di grande maturità (se ce n'è ancora il bisogno) e di un’apertura musicale non da tutti, "Na Zapad" è un disco da ascoltare con attenzione. Consigliato a tutti i musicisti, per i quali potrebbe rivelarsi un’ottima fonte di idee e suggerimenti, ma anche a tutti gli appassionati di metal e di musica sperimentale, come promemoria del fatto che pure in Italia, anche se spesso ce lo dimentichiamo, abbiamo individualità che non hanno poi così tanto da invidiare ai grandissimi nomi internazionali.
Tracklist
01. Vostok
02. Arevelk Arevmutk
03. Wala
04. Dia Ballein
05. Syn Ballein
06. Oeste
07. Nbb
08. A O
09. In The Mouth Of Madness
10. Na Zapad

















