Unleashed Fire Upon Your Lands 2
NUOVE USCITERECENSIONI

Unleashed – Fire Upon Your Lands

Esistono molti gruppi la cui ricezione appare paragonabile al rapporto con un vecchio e gradevole vicino di casa: salamelecchi vari, sorrisi reciproci, scambi di gentilezze, un cerimoniale da porto sicuro lontano, però, dal regalare delle vere sorprese. Da almeno un decennio, gli Unleashed vengono percepiti allo stesso modo: solidi, ligi alla tradizione, attenti a non infliggere delle delusioni, eppure, anche a ragione di una folta concorrenza nazionale, mai in prima fila quando occorre includerli nel novero delle principali death metal band svedesi. Di conseguenza, il rilascio del quindicesimo album sulla lunga distanza, “Fire Upon Your Lands”, già a partire da un titolo a dir poco prevedibile e da un artwork di grana grossa, prometteva la solita minestra, gradevole, ma riscaldata, con una punta naif responsabile di annacquare i recenti lavori in studio. Il disco, invece, suona un po’ più fresco rispetto alle abitudini, come se l’intera formazione si fosse sottoposta a un leggero processo di ringiovanimento, probabile frutto della benedizione divina concessa da Odino in persona.

Il full-length si regge sulle medesime fondamenta concettuali di sempre, con battaglie, onore, sangue e idromele a caratterizzare quell’immaginario mondo post-apocalittico di Odalheim, protagonista degli ultimi cinque LP, così intrecciato alle vicende della saga dell’Edda che quasi sembra di scorgere i personaggi mitologici norreni sgambettare occhieggiando in sala prove. Testi non proprio originali, parenti prossimi, per scarsa finezza, al comparto lirico degli Amon Amarth, tuttavia racchiusi in brani nei quali il quintetto riesce a costruire un metallo della morte allo stesso tempo roccioso e accattivante, spesso veloce nelle strofe e orecchiabile durante i refrain, intriso di HM-2 e di forti striature classic heavy. Un insieme incardinato all’interno di un produzione assai nitida, che comunque consente all’energia grezza che percorre la maggior parte dei brani di esplodere con il necessario fragore.

Accanto dunque a episodi abbastanza ordinari e poveri di struttura, ma intrisi di una ritmica carica di groove capace di trasformare una riunione pacifica di vichinghi in una guerresca orda conquistatrice (“Left For Dead”,  “Midjardarhaf”, “Hail The Varangians!”), ne spiccano altri figli della trascorsa militanza del chitarrista Fredrik Folkare negli stoccolmesi Necrophobic, tanto che sia le sostenute “War Comes Again” e” Loyal To The End” sia i granitici e marziali mid-tempo (“Fire Upon Your Lands”, “Hold Your Hammers High!”, Unknown Flag”) si gingillano con lo stridore di oscure suggestioni black metal. Il growling di Johnny Hedlund, malgrado non possegga la barbara virulenza degli esordi, si difende bene dal logorio articolandosi comprensibile e rotondo, da vero aedo di fronte a un pubblico in fibrillazione atriale, mentre il lavoro di batteria di  Anders Schultz risulta arioso, quasi cinematografico nell’abbracciare il respiro sovente epico della narrazione (“A Toast To The Fallen, “The Road To Haifa Pier”,“The Only Son”).

Dopo trentacinque anni e una line-up pressoché salda, gli Unleashed procedono a colpi di Mjöllnir e non certo di fioretto, e benché a tratti taglino soltanto l’aria, i fendenti runici di “Fire Upon Your Lands” vibrano comunque di piglio e vigore. Alla salute!

Tracklist

01. Left For Dead
02. A Toast To The Fallen
03. The Road To Haifa Pier
04. War Comes Again
05. Fire Upon Your Lands
06. Loyal To The End
07. Midjardarhaf
08. Hail The Varangians!
09. To My Only Son
10. Hold Your Hammers High!
11. Unknown Flag