Tra le band che negli ultimi anni hanno compiuto un vero e proprio salto di qualità, meritano sicuramente una menzione i Visions Of Atlantis. Dopo la dipartita delle storiche frontwoman Melissa Ferlaak (2005/2007) e Maxi Nil (2009/2013), la band aveva attraversato un periodo difficile, con continui cambi di line up. L’ingresso di Clementine Delauney (ex Whyzdom, Serenity e Exit Eden), inizialmente temporaneo e poi divenuto stabile, aveva portato sì una nuova energia, ma il lavoro pubblicato in quel periodo (“The Deep And The Dark”), non aveva lasciato un’impressione particolarmente memorabile.
Il punto di svolta è arrivato con l’ingresso definitivo nel 2019 di Michele Guaitoli, all’epoca già in forze nei Kaledon e Temperance. Da allora, la band ha dato vita a lavori di spessore, come “Wanderers” e “Pirates”, accolti con entusiasmo sia dalla stampa specializzata, che dalla fanbase della band. Questo ha permesso al combo franco-austriaco di farsi conoscere ad un pubblico più vasto e di affrontare tour importanti, sia come headliner, sia come special guest d’eccezione in diverse tranche europee.
A suggellare tutti questi lunghi anni di lavoro e sacrifici, a conferma del crescente successo della band, arriva un nuovo album strumentale: “Armada – An Orchestral Voyage”. Si tratta di una reinterpretazione orchestrale del precedente “Pirates II – Armada”, che offre al secondo capitolo della saga “Pirates” una luce completamente nuova: più epica, più cinematografica e più orchestra, come se i Visions Of Atlantis volessero accompagnarci in una nuova avventura, immergendoci al contempo nel loro mondo maestoso e armonioso. Il risultato è, quindi, un disco che potrebbe perfettamente adattarsi alla colonna sonora di un film piratesco targato Disney, come ad esempio un’ipotetica nuova saga legata a “Pirati dei Caraibi”.
Ad impreziosire l’album, due ospiti d’eccezione: il flautista Sandro Friedrich, che si cimenta anche con il duduk (un antico flauto armeno molto diffuso in Medio Oriente) ed il violinista Fabio Polo (Elvenking). I quali, grazie alla loro presenza, rendono l’album ancora più ricco ed articolato, valorizzandone l’approccio orchestrale dell’intera opera, privandola di tutti gli strumenti musicali moderni e trasportando l’ascoltatore in un mondo sonoro del tutto nuovo.
Quello che i Visions Of Atlantis ci presentano è un prodotto completo, pensato per i fan che vogliono avere a disposizione l’intero catalogo della band, ma anche per chi cerca un album elegante, caratterizzato da sonorità morbide ed armoniose, frutto dell’ottimo lavoro svolto in studio dal frontman Michele Guaitoli, che, in questa occasione, assume anche il ruolo di produttore.
Se per alcuni questo disco potrebbe essere letto come un lavoro di transizione, in attesa che la band possa trovare il giusto tempo per tornare a scrivere a più mani un nuovo catalogo di inediti, per chi si avvicina per la prima volta alla band il consiglio è quello di approfondire gli album precedenti e, in particolare, il lavoro originale di riferimento dal quale è tratto “Armada – An Orchestral Voyage”, sicuramente i più rappresentativi dell’attuale nuova identità del combo. In attesa di vedere i Visions Of Atlantis dal vivo quest’estate a Ferrara, in apertura ai colossi del power metal teutonico Helloween, non ci resta che ripercorrere la loro discografia e soffermarci anche su quest’ultima, ottima release.
Tracklist
01. To Those Who Choose To Fight
02. The Land Of The Free
03. Monsters
04. Tonight I’m Alive
05. Armada
06. The Dead Of The Sea
07. Ashes Of The Sea
08. Hellfire
09. Collide
10. Magic Of The Night
11. Underwater
12. Where The Sky And Ocean Blend




















