Spesso si esagera a lodare oltremodo un artista, spesso si abusa della parola capolavoro, spesso si parla di genialità con troppa leggerezza, spesso si elevano a idoli musicisti scambiando la classe con un singolo fortunato colpo d'ala, spesso si cavalca l'onda del successo sfruttando la mediocrità del proprio pubblico. Nel caso di Steve Vai no. La maestria del chitarrista americano è la più grande dimostrazione di come si possa entrare nella Storia della Musica nel modo più puro e cristallino possibile, distillando in anni e anni di onorata carriera gemme a profusione, lavori sinceri e profondi, senza trucchi, senza esagerazioni. Per Steve Vai parla da sola la sua musica.
La generosità di Steve è grande e nella sua nutrita discografia aggiunge un nuovo scintillante capitolo, questo live intitolato "Where The Wild Things Are". Un nuovo capitolo per sognare e per godere della sua Arte nuovamente. L'opera è la registrazione di un concerto tenutosi a Minneapolis il 19 settembre 2007, nella splendida cornice dello State Theatre. In un mercato che propone a oltranza prodotti scadenti, specialmente per quanto riguarda i DVD, questo lavoro spicca per l'assoluta perfezione di ogni suo aspetto. Dimenticandoci per un momento il lato musicale, dobbiamo sottolineare come "Where The Wild Things Are" rispecchi l'animo di Steve, concentrando la massima attenzione e cura sul live show. Due ore e quaranta minuti di concerto proposto senza alcuna interruzione, facendo vivere allo spettatore tutta l'atmosfera di un live, supportato da una qualità audio/video che posiziona questo prodotto nel top di gamma. Una regia magistrale (curata dallo stesso Steve), in perfetta sincronia con le difficili trame dell'esibizione, dando il giusto risalto a tutti i musicisti coinvolti e non solo all'ovvio protagonista della serata, senza ricorrere a effetti particolari, senza forzature. Una regia con l'unico obiettivo di valorizzare la musica espressa, come dovrebbe sempre essere. In questo senso poi dobbiamo concepire la strabiliante resa sonora, al limite della perfezione, quasi stessimo ascoltando un album in studio. Un perfezionismo voluto da fortemente da Steve, che non contento dal supporto in DVD, ha voluto esagerare registrando il concerto anche in alta definizione, per un'esperienza che dovrebbe essere impagabile.
Caratteristiche tecniche a parte, "Where The Wild Things Are" è per prima cosa un grandissimo show, la summa di una carriera che non conosce confini e che non smette di ampliare i propri confini. Il nostro Steve è accompagnato per l'occasione da musicisti che definire mostruosi è dire poco. Un complesso di sette elementi incredibilmente affiatati l'un l'altro. Su tutti spiccano i due violinisti/tastieristi, veri mattatori della serata, Alex DePue e la bellissima Ann Marie Calhoun, gli unici due “liberi” di assecondare le bizzarrie chitarristiche di Steve. Senza dimenticare chi svolge il lavoro “sporco”, ovvero la sessione ritmica composta dal bassista Bryan Beller, da Jeremy Colson alla batteria, da Dave Weiner alla chitarra ritmica e Zack Wiesinger alla leep steel. A dimostrazione di quanto Steve sia soddisfatto e ammirato dal livello dei compagni sul palco, lascia loro, durante il concerto, dei momenti in cui possono esibirsi da soli e mostrare (se ce ne fosse bisogno) le proprie qualità, con Steve che si defila dietro le quinte… Non una cosa da tutti, contando che ci troviamo comunque tra le mani un prodotto di un guitar hero. Una scaletta che vede qualche brano inedito, come l'opener "Paint Me Your Face", in cui Mr Vai fa il suo ingresso in scena con la sua Ibanez fosforescente, e brani riarrangiati per l'occasione, infarciti dell'esperienza dei nuovi elementi, ipervitaminizzati, resi ancor più travolgenti e tecnicamente inarrivabili, prediligendo l'ultima parte della sua carriera. Se dovessi citare ogni fase saliente sarei costretto a fare una noiosissima track-by-track… "Now We Run" vi farà rimanere a bocca aperta, "Building The Church" vi rapirà nel mondo magico di Steve, "Freak Show Excess" ne mette in luce la fulgida creatività, passando da robuste cavalcate rock a momenti di raccoglimento acustico. Unico filo conduttore, la gioia di suonare espressa dai musicisti coinvolti, la felicità di condividere un momento magico tra di loro e con il pubblico presente. Un sentimento che traspare in ogni secondo del concerto, proprio come era nelle intenzioni di Steve: “Musicisti felici di fare la cosa che amano di più al mondo”. Bene, dire che questo è il quid in più che eleva una prova tecnicamente altissima in qualcosa che non sfori nel didattico, ma che sia capace di far nascere vere emozioni davanti al televisore, coinvolgendo e catturando l'attenzione dall'inizio alla fine. Che siate fan abituali di Steve, ascoltatori di lunga data, neofiti del genere o semplici appassionati, questo lavoro saprà appagare la vostra sete, potendo soddisfare i palati più disparati. Del resto la buona musica è trasversale a qualsivoglia genere o classificazione.
Un gioiello che consiglio vivamente a tutti, irrinunciabile per gli affezionati e una splendida opportunità per conoscere un artista unico e inimitabile. Uno dei pochi lavori oggi giorno che vale davvero la pena acquistare, magari facendo un piccolo sforzo economico in più, assicurandosi la versione in doppio DVD o BLU-RAY, invece della sola versione in cd. Qualsiasi cifra spendiate, ne varrà ogni centesimo.
Tracklist
Disc 1
01. Paint Me Your Face
02. Now We Run
03. Oooo
04. Building The Church
05. Tender Surrender
06. Band Intros
07. Firewall
08. The Crying Machine
09. Shove The Sun Aside
10. I'm Becoming
11. Die To Live
12. Freak Show Excess
13. Apples In Paradise
14. All About Eve
15. Gary 7
16. Beastly Rap
17. Treasure Island
18. Angel Food
19. Earthquake Sky
Disc 2
20. The Audience Is Listening
21. The Murder
22. Juice
23. Whispering A Prayer
24. Taurus Bulba
25. Liberty
26. Answers
27. For The Love Of God

















