In Flames (Anders Fridén)
Gli In Flames saranno a Milano il prossimo 27 marzo e suoneranno al teatro Dal Verme, cornice inusuale per una band abituata ai palchi medio-grandi di arene e dei festival estivi. Leggete cosa ci ha anticipato Anders.
Articolo a cura di Pamela Piccolo - Pubblicata in data: 24/03/17
Ciao Anders e bentornato sulle pagine di SpazioRock. Come stai?
 
Bene, grazie e tu?
 
Bene! Sono passati quattro mesi dalla release di “Battles” e ne avete già suonato delle canzoni dal vivo. Qual è stata la reazione del pubblico?
 
Direi buona. Penso che il responso nel complesso sia stato davvero buono. Le nuove tracce sono dinamiche e penso che le canzoni che abbiamo suonato raggiungeranno nel lungo periodo e nel futuro il cuore dei fan. Abbiamo suonato qualche canzone e non vedo l’ora di suonarne di più dal vivo. 
 
In occasione del tour di “Battles” avete aperto i concerti di Avenged Sevenfold e Disturbed. Hai trovato strano il fatto di salire sul palco prima di band più giovani che hai influenzato musicalmente? Sin dalla vostra nascita a Gothenburg nel 1990 siete stati in tour in tutto il mondo e avete influenzato molti dei maggiori gruppi metal senza, devo dire fortunatamente, perdere la vostra personalità. 
 
Non penso sia così, con gli Avenged Sevenfold siamo stati in UK per grandi concerti. È stata una grande opportunità per noi. Davvero, non penso all’età, penso a un album e a come suona. È fantastico avere un'influenza sugli altri. Sono molto soddisfatto di dove sono arrivato. La via è continuare a registrare, a fare tour, a scrivere album. Non potrei mai chiamarlo lavoro, amo quello che faccio. E tra molti anni apriranno loro per me (ride, ndr). 
 
Siete in procinto di partire per un breve tour europeo questo mese di marzo. Partendo dalla Norvegia, visiterete la Germania, la Svizzera e, naturalmente, l’Italia per uno spettacolo unico. Dove e come è nata l’idea di organizzare un tour nei teatri o in piccole e intime venue?
 
È nata dalla band in primo luogo, ne abbiamo parlato con il management e il tour manager e abbiamo pensato di tornare con un tour europeo dopo l’estate e poi rientrare negli States per alcuni festival. Sarà uno spettacolo intimo, qualcosa che normalmente non facciamo ma che vogliamo fare. Sarà più rilassato, ci sarà un'atmosfera differente rispetto a quella dei concerti che teniamo. Fondamentalmente vogliamo godere di quello che facciamo. Sarà divertente.
 
Avete sempre sognato e sperato di suonare in un teatro?
 
Ti dico questo. Grandi arene, piccole arene e tutto quello che vi sta nel mezzo... Sono molto felice di poterlo fare e voglio continuare a farlo. Sarà molto invitante anche per il pubblico un piccolo show. 
 
 
andersinflames2017
 
In una recente intervista hai dichiarato che nei prossimi show un quartetto d’archi dividerà il palco con gli In Flames. Cosa dobbiamo aspettarci da questa performance? Penso che la connessione con il pubblico sarà più forte rispetto a quello che avverti quotidianamente semplicemente parlando con i tuoi fan e incontrandoli.
 
Sarà uno show differente rispetto a quello che normalmente abbiamo fatto, sarà molto rilassante, cercheremo di incorporare canzoni di “Battles” con canzoni dei primi giorni. Sarà una bella serata, sarà divertente per la band e per il pubblico, spero.
 
Ne sono sicura! Quali impressioni avete avuto voi e i vostri fan da quando Joe Rickard si è unito alla band? Si trova a suo agio con l’idea di mischiare melodic death metal e la musica classica suonata da un’orchestra, sebbene per poche sere?
 
Joe è unico, perfetto. Quando lui era in studio e noi stavamo registrando aveva una grande energia. Generalmente è molto calmo, serio e dedito al suo strumento. Crudo funzionerà molto bene. Mi sento molto sicuro ad averlo attorno.
 
Mi piace il pensiero secondo il quale non volete conformarvi alla massa. Ad esempio, questa primavera festeggerete i 20 anni di “Whoracle” e non terrete un concerto basato esclusivamente su questo album. 
 
No, non penso lo faremo. “Whoracle” è un grande album, lo adoro, ma non penso lo suoneremo interamente. Magari cambierò idea più in là.
 
Forse i tuoi fan potrebbero avere una sorpresa da parte vostra?
 
Chi può dirlo…
 
Gli In Flames sono una delle band metal pioniere del Gothenburg sound. La vostra volontà di innovare il vostro sound è altresì palpabile nel vostro ultimo disco. Avete rilasciato due singoli, “The End” e “The Truth”, entrambi con video musicali girati nella prospettiva della prima persona. Ami Lara Croft o World Of Warcraft, per caso?
 
Amo l’artwork e il concept dietro World Of Warcraft, ma non gioco a World Of Warcraft. Amo i videogiochi e ho una playstation. Gioco a Call of Duty, Diablo, ai giochi di ruolo, a FPS (First Person Shooters). Siamo tutti fan dei videogame, in particolare di Call Of Duty. Di World of Warcraft apprezzo il livello artistico, la profondità, la social community.
 
Quali sono le tue passioni fuori dal palco? Come preferisci trascorrere il tuo tempo libero?
 
Esco con gli amici a mangiare e bere qualcosa. Compro dischi, faccio shopping, vado alla ricerca di film italiani, mi piace cucinare. Insomma, divertirmi e dimenticare, suonare musica nel mio studio non necessariamente per la band ma per mio passatempo. Cercare di essere il più normale possibile.



Intervista
Anette Olzon: Anette Olzon

Speciale
L'angolo oscuro #31

Speciale
Il "Black Album" 30 anni dopo

Speciale
Blood Sugar Sex Magik: il diario della perdizione

Speciale
1991: la rivoluzione del grunge

Speciale
VOLA - Live From The Pool