‘Cause I’m weird and I love when it rains all day
I Mayday Parade arrivano al terzo ed ultimo capitolo, dell’ambizioso progetto di un album diviso in 3 EP, iniziato lo scorso aprile con “Sweet”, proseguito con “Sad” ad ottobre, fino ad arrivare ora a “Sugar”. Le 10 canzoni (non 8 come i precedenti lavori) sono accompagnate da un artwork che continua a combinare in maniera diversa gli stessi 3 colori – rosa, bianco e nero. Quest’ultima scelta cromatica, soprattutto della natura morta centrale, rispecchia alla perfezione la vera anima della band. A questo punto viene spontanea una domanda: servivano tutte queste canzoni per dire qualcosa che si sapeva fin dall’inizio?
L’intro “Set Phasers To Bummed” anticipa l’anima emo e la musica pop-punk, ovvero i due elementi cardine della band. Certo, sono esternati in modo lievemente diverso grazie ad una diversa nota vocale, ma costituiscono praticamente l’estremo riassunto dell’album. “Blame It On The Youth” permette allo spirito estivo di esplodere in tutta la sua potenza: in ogni strumento si percepiscono spensieratezza, felicità e giornate di sole, senza alcuna nuvola grigia all’orizzonte. “Sweet Sad Sugar” unisce i titoli dei tre lavori precedenti e vuole mostrare come, tra fallimenti e sogni infranti, si continui comunque ad andare avanti; il tutto è arricchito da un bellissimo ritornello perfetto per il sing-along.
Da qui ci si addentra verso le delusioni amorose con la doppietta “Lying To Myself” e “Two Hearts”. Quando la speranza sembra ormai vana, però, “Don’t Give Up On Me” ci prende per mano l’ascoltatore ci aiuta a non affogare. Non è finita qui, perché “Patriotism Of First Tiger Called Into Question” vuole confortare, facendo riflettere sul fatto che qualcuno riuscirà ad accettarci per ciò che siamo. l’EP termina con “What Happens Next”: il suono del pianoforte calma e rasserena, trasformando il brano in una traccia ballabile, perfetta per un palco teatrale, magari da ballare in coppia. Nel finale, tuttavia, tornano chitarre e batteria, garantendo un lieto fine con i fuochi d’artificio.
Dopo ripetuti ascolti dell’album, la conclusione è che non si possa ridurre il tutto a un giudizio binario di “bello” o “brutto”. Da un lato, infatti, “Sugar” conclude un progetto in linea con le produzioni precedenti della band, solo sviluppato su un numero maggiore di brani. Dall’altro, però, l’album nella sua totalità riesce ad affermare, attraverso le sue 26 tracce, che in un mondo in continuo cambiamento — in cui valori, strumenti musicali e sentimenti sembrano venir meno — questa band decide di opporsi. Diventa così paladina di emozioni come l’amore, la tristezza e la speranza, che meritano di essere vissute nella loro totale pienezza senza lasciarsi travolgere da una statica apatia. Va quindi riconosciuta l’originalità dell’idea, anche se la speranza è che rimanga un esperimento unico e non si ripeta in futuro.
Tracklist
01. Set Phasers To
02. Blame It On The Youth
03. Sweet Sad Sugar
04. Weekend Music
05. Lying To Myself
06. Two Hearts
07. Don’t Give Up On
08. Patriotism Of First Tiger Called Into Question
09. So The Story Goes
10. What Happens Next



















