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Finalmente dopo oltre un anno dall’annuncio, è arrivata la tanto attesa unica data italiana della nuova leg del “M72 World Tour” dei Metallica. I giganti del metal hanno scelto, questa volta, la cornice dello stadio Renato Dall’Ara di Bologna per portare il loro show con palco circolare, e la compagnia di due band molto diverse tra loro ma entrambe di grande impatto per il pubblico sia italiano che straniero, ovvero i Knocked Loose e i Gojira.

Nonostante le previsioni incerte, il sole splende alto sul capoluogo felsineo e un vento frizzante accompagna gli avventori nell’attesa dell’apertura delle porte, molti in fila già dalla notte. Si attesteranno a oltre 47 mila i membri della Metallica Family che da tutte le parti d’Italia e dall’estero affollano lo stadio e che si dimostrano subito pronti ad accogliere il ritorno dei loro beniamini, ogni volta come se fosse la prima. Il seguito dei Four Horsemen è ormai molto variegato: dai metallari old school, con un po’ di capelli bianchi e che sono cresciuti letteralmente con i Metallica, ai loro figli, passando per teenager infiammati dal metal ormai senza tempo della formazione americana.

In un clima così coeso e sereno, alle 18 in punto arrivano i Knocked Loose: la band americana viene accolta con entusiasmo dal popolo dei Metallica, nonostante un primo check audio non ottimale che ha penalizzato la performance del gruppo. Reduci dalla data di Milano allo Slam Dunk Festival, gli americani tengono il palco con bravura e intrattengono il pubblico di Bologna con il loro metalcore crudo e devastante.

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Joe Duplantier, Gojira

Rispettando la scaletta alla secondo, alle 19 è il momento dei Gojira: la band francese manca dall’Italia da ormai 3 anni ed evidentemente il loro pubblico era in fremente attesa del loro ritorno, specie dopo il successo planetario conquistato con l’epica performance delle Olimpiadi. I quattro propongono il meglio del loro repertorio, spaziando da brani storici come “Flying Whales” e “Stranded” fino a successi dal più recente album “Fortitude”. Per la gioia dei fan, i francesi hanno una sorpresa: l’esecuzione di “Mea Culpa”, il brano della suddetta performance alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi 2024, insieme alla mezzo soprano Marina Viotti, una vera chicca per gli amanti della band. Insieme alla performer italo-francese, i Gojira propongono anche “The Chant” sempre dall’ultimo album, in un momento di grande emozione tra gruppo e pubblico.

Tutto è quindi pronto, l’attesa si fa più intensa e carica di adrenalina, ci si guarda intorno, si chiacchiera un po’ emozionati in attesa delle prime note di “It’s a long way to the top” degli AC/DC, che vogliono dire una cosa sola. C’è qualcosa di magico quando la canzone sfuma nella immortale “L’estasi dell’oro” del maestro Morricone, si sente materialmente l’eccitazione del pubblico salire fino ad esplodere nel boato che accoglie i Four Horsemen sul palco di Bologna.

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Lars Ulrich, Metallica

Per il pubblico italiano, i Metallica hanno previsto una scaletta farcita di grandi classici, forse un po’ troppo per i veterani che li seguono da decenni, che magari si aspettavano qualche chicca in più, ma tant’è. E del resto, come lamentarsi di un inizio al cardiopalma con una tiratissima “Creeping Death”? La setlist prosegue con altri pezzi da novanta, tra cui spiccano una magistrale “For Whom The Bell Tolls” e un’inaspettata “King Nothing”. Una piccola pausa, si fa per dire, con l’eterna “The Unforgiven” ed ecco arrivare “Fuel” ad infiammare nel senso letterale lo stadio felsineo e scatenare definitivamente l’energia della Metallica Family.

Uno dei momenti topici del nuovo set proposto dal gruppo è ormai da qualche anno a questa parte il momento cover tra Kirk Hammett e Rob Trujillo. Già prima del concerto ci si chiedeva quale sarebbe stata la canzone prescelta di questa data italiana, tra chi pensava a un tributo ad artisti bolognesi come Morandi o Cremonini e chi a una classica (anche se già proposta) “Volare”. Ma evidentemente i due avevano in mente tutt’altro e lasciano davvero tutti a bocca aperta proponendo la sigla del mitico anime anni ’80 “Ken Il Guerriero”, un momento sicuramente da mettere negli annali della storia delle performance dei Metallica in Italia.

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James Hetfield, Metallica

La family però ha ancora fame di adrenalina e i capifamiglia sono pronti a servirla con brani epici come “Wherever I May Roam” e “Sad But True”. James Hetfield è in ottima forma: sorride sornione, scherza col pubblico in prima fila e nello SnakePit, saluta giovanissimi fan e non risparmia nemmeno una briciola di energia. Non è facile, dopo oltre 40 anni di carriera, riuscire ancora non solo ad emozionare, ma anche e soprattutto ad emozionarsi ancora, eppure i Metallica non risultano mai finti o costruiti, mantengono ancora lo stesso genuino entusiasmo che li connette al pubblico in quel modo unico che solo band del loro calibro possono ancora mantenere vivo. Lars, James, Kirk e Rob distribuiscono adrenalina e riff a piene mani, portando a casa lo show bolognese con una tripletta finale esplosiva: “Seek & Destroy”, “Master Of Puppets” ed “Enter Sandman”. Come detto inizialmente, per i veterani sarebbe stata più apprezzata una scaletta maggiormente condita di qualche chicca in più ed è forse questa l’unica piccola pecca del concerto bolognese.

C’è molto poco da dire: le aspettative per eventi del genere sono sempre molto alte, ma i Metallica ormai trascendono qualsiasi definizione possibile. Come già detto più volte – e come già vissuto nelle innumerevoli performance passate nel nostro Paese – nonostante gli anni che avanzano la sensazione alla fine di ogni show dei Cavalieri ci fa tornare a quell’iconica sentenza scagliata in “Kill ‘em All” oltre 40 anni fa e mai venuta meno: “We’ll never stop, we’ll never quit, ‘cause we’re Metallica”.

Setlist Metallica Bologna

Creeping Death
For Whom the Bell Tolls
Cyanide
King Nothing
72 Seasons
The Unforgiven
Fuel
Ken il Guerriero (Spectra cover)
The Day That Never Comes
Wherever I May Roam
Nothing Else Matters
Sad but True
One
Seek & Destroy
Master of Puppets
Enter Sandman

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