Pentole, grattugie, mestoli, padelle accordate, mucchio di cucchiaini, sbattiuova amplificato, vecchie posate d’argento, arpetta tagliauova: sono solo alcuni degli strumenti ricavati dalla tavola imbandita dei Musica Da Cucina, collettivo artistico nato nel 2007 in quel di Sondrio e giunti qui al secondo inciso. Nel mentre, numerosissime collaborazioni artistiche nella sonorizzazione di mostre d’arte moderna ed opere cinematografiche, a suggellare un contesto estremamente “arty” che è palese in ogni, singolo anfratto della proposta sonora di questa band, persino nella cover disegnata da Elvira Giorgetta, classe 1926.
Come il nome della formazione chiaramente indica, siamo di fronte ad una variante nostrana della cosiddetta kitchen music, movimento indie pop dedito al minimalismo, all’uso delle stoviglie quali strumenti musicali su uno scheletro di matrice folk ed ambientale, il tutto in bilico tra i giochi dei Mùm (“The Rest Song”) ed echi Jònsiani (“Chicchi Di Riso”). Negli effetti, l’Islanda è una terra spirituale molto cara ai Musica Da Cucina, talmente tangibile come influenza che, nella carriera della band, ritroviamo anche un supporto costante ai tour delle Amiina tra il 2007 ed 2010, e la cosa non è affatto casuale.
Tutto molto “arty”, tutto estremamente affascinante… ma anche tutto molto utile? Vedete, l’annosa questione, con proposte musicali di questo tipo, è sempre la stessa, ovvero il capire se, tolti “gli effetti speciali” che conferiscono unicità alla musica, rimane anche uno scheletro melodico-strutturale consistente a sufficienza per rendere il tutto godibile, convincente ed autenticamente emozionante. Spiace dire che qui, di questo potere, non se ne trova poi molto, in quanto tutto è estremamente auto-compiaciuto, e se è pur vero che è certamente entusiasmante – entro certi limiti – sentire una canzone in cui si canta dentro una teiera (“Zeffirina”), è anche vero che l’esperimento rimane fine a sé stesso, gradevole e potente nell’unico momento della sua prima fruizione.
Tra echi post (le voci di “Tanta Neve, Piedi Freddi”, l’alone spettrale di “Elvira E Amelia”) e momenti maggiormente intimi e soffici (la ballata acustica “Today”), Musica Da Cucina è quindi un’opera che, col suo compiacimento, sarà in grado di compiacere una fascia di ascoltatori chiaramente definita e che ama fortemente auto-compiacersi, perché questi ragazzi con le stoviglie e con la musica ci sanno decisamente fare. Per tutti gli altri, invece, saranno rare le emozioni in serbo sul disco, per cui non vale proprio la pena approfondire il discorso, soprattutto se i presupposti scoraggiano.
Tracklist
01. Arigna
02. Lungo Il Mera
03. Today
04. Elvira E Amelia
05. The Rest Song
06. Zeffirina
07. Shager
08. Tanta Neve, Piedi Freddi
09. Chicchi Di Riso
10. For Ellen
11. Lieviti Tu O Lievito Io, Nonna
12. Pasta Madre

















