Ciao Paolo e grazie per questa intervista. Siamo qui per parlare di Metal For The Masses. Una domanda necessaria. Da dove nasce per voi il bisogno di investire in un genere, di certo diffuso, ma non il più diffuso in Italia? Soprattutto essendo una major.
È proprio per questo motivo. Siccome le major non hanno mai dedicato uno spazio così importante all'hard rock e all'heavy metal, noi ne abbiamo sentito l'esigenza alla luce del fatto che già da qualche anno stavamo cercando a livello internazionale di entrare in questo segmento di mercato in maniera proattiva. Quattro anni fa prendemmo in distribuzione la Metal Blade, due o tre anni fa prendemmo la Gain, un'etichetta svedese, e poi acquisimmo l'intero catalogo della Music For Nation, che aveva, se non sbaglio, tra le prime fila anche il primo disco dei Metallica. L'acquisizione da parte di Sony Music di Century Media, che è una grandissima etichetta indipendente tedesca, è stata la chiave di volta. Questa acquisizione è occorsa lo scorso maggio, quindi è passato circa un anno da oggi, e ci ha fatto capire che se l'avessimo inglobata nel meccanismo e nella struttura Sony l'avremmo snaturata e non avremmo avuto nessun beneficio a parte ereditare più di 700 titoli nell'ambito heavy metal. Quindi abbiamo deciso politicamente, strategicamente di mantenerli indipendenti, con il loro approccio di marketing, con la loro volontà artistica, con la loro indipendenza all'interno di Sony Music. Secondo me questa è stata la chiave di volta. Ha sviluppato un meccanismo di promozione e di marketing completamente diverso da quello che abbiamo avuto fino adesso. E quindi da qui nasce la volontà di approfondire questo discorso con la Metal For The Masses, che in realtà è una piattaforma, una campagna commerciale, è un sito web, una pagina Facebook, è una playlist di Spotify, è una di Teen Music, è una sinergia con RockOnline, è tutta una serie di cose che ovviamente ci aiutano a promuovere la musica hard rock e heavy metal che sembra di nicchia ma non lo è. È sempre stato lì e sarà sempre lì, perchè il pubblico heavy metal è un pubblico che non segue le mode, è fedele a se stesso e anche un pochino talebano e chiuso nel suo mondo. Vogliamo andare a parlargli con il linguaggio che loro conoscono, un linguaggio di grande chiarezza e schietto e abbiamo deciso di farlo attraverso due persone. Una sono io, negli anni Ottanta guidavo Metal Shock, una delle riviste più importante del settore, e poi ho intrapreso la carriera discografica, e l'altra è Vincenzo Barone, il mio "nemico" storico dei tempi che guidava HM, l'altra rivista specializzata, nata ancora prima di Metal Shock. L'ho contattato per aiutarmi in questo progetto. Abbiamo il know how giusto, il bagaglio giusto, abbiamo la memoria storica di quello che è stato l'heavy metal a partire dal primi anni Ottanta e abbiamo voglia di condividere queste informazioni e questa nostra nostra credibilità con chi c'era già allora e che vuole riscoprire e risvegliare quel senso di interesse e tutte le nuove generazioni che vogliono scoprire ex novo quali erano gli artisti più importanti, i dischi iconici e tutto il resto. Quindi queste sono le motivazioni che ci hanno spinto a farlo.
E fino ad ora che riscontro avete avuto da questo pubblico, quali risultati avete ottenuto e quali vi aspettavate di ottenere?
Siamo assolutamente travolti dal successo che stiamo ottenendo. Il primo segnale possiamo subito verificarlo attraverso la pagina Facebook che è la prima nata rispetto a questo meccanismo. È nata meno di due mesi fa e siamo a 10 mila "mi piace", quindi siamo seguiti attivamente da 10 mila persone, e contiamo di arrivare a 20 mila entro il prossimo mese. Il sito è appena nato, quindi non possiamo saperlo. Metal For The Masses come campagna commerciale, cioè come un gruppo di 400 dischi fisici e digitali venduti ad un prezzo speciale per un periodo di tempo, è ancora presto per dirlo, sappiamo che dopo un mese di campagna ci eravamo dati una cifra di riferimento che erano 20 mila copia e l'abbiamo già polverizzato in un mese, rispetto ai tre previsti dalla campagna. Il risultato è straordinario. Abbiamo addirittura avuto delle conferme di date non ancora estendibili a tutto il territorio italiano e a tutte le catene, ma in alcuni casi, in alcuni punti vendita di negozi molto importanti che seguono l'heavy metal a 360 gradi, quindi negozi che vendono di tutto e non solo musica, che hanno decuplicato il numero di vendite in ambito heavy metal nel giro di un mese grazie alla campagna. Perchè c'è un rinnovato interesse, perchè la gente si riavvicina ai negozi, anche grazie alla nostra attività. E scopre così un repertorio molto più vasto anche non solo di Sony Music.
Avete quindi notato che il pubblico di questo genere che è meno mainstream e magari più diffidente nei confronti di una major come la vostra si sta aprendo?
Sì è vero, c'è un po' di diffidenza nei confronti delle major, ci sarà sempre ed è giusto che sia così. Proprio per vincere questa diffidenza abbiamo preservato il marchio di Century Media che è un marchio di garanzia e credibilità. Nella scelta come ti dicevo prima delle persone che scrivono sul nostro sito, sulla nostra pagina Facebook, abbiamo scelto dei personaggi di riferimento storici dell'heavy metal. Io credo che la risposta del pubblico sia premiante, non solo nei confronti di Sony Music in quanto Sony Music, ma quanto perchè quello che offriamo è un discorso sincero, valido. Abbiamo fatto un concorso con Amazon per cui se acquisti due prodotti della campagna Metal For The Masses concorri alla possibilità di vincerne un terzo, e la possibilità di vincere quel terzo CD o quel terzo vinile non è sporadica, ma anzi è molto presente. Abbiamo tantissimi premi a disposizione perchè vogliamo che veramente la gente si riavvicini a noi o si avvicini per la prima volta visto che essendo una major non abbiamo mai avuto il piacere di cimentarci in questo settore, in questo segmento di mercato. Ma comunque la risposta è andata sicuramente ben oltre queste aspettative.
L'acquisizione di Century Media è una parte fondamentale del progetto, vi amplia il repertorio che potete offrire al pubblico. Che tipo di sinergie avete stimato?
C'è una differenza di fondo, perchè, a parte qualche rara eccezione, l'heavy metal dell'etichetta Sony è un heavy metal datato. Parliamo di Ozzy Osbourne, parliamo dei Judas Priest, parliamo dei Krokus, parliamo degli Scorpions, parliamo dei Pearl Jam, parliamo degli Aerosmith, dei Rage Against The Machine, tutti artisti che o non esistono più o non hanno una produzione molto attiva in questo ultimo periodo. La Century Media è un'etichetta super proattiva in questo periodo con 750 titoli in eredità quando firmammo il contratto un anno fa e con una release schedule che prevede almeno tre dischi a settimana, tutte le settimane, il che significa che entro un paio di mesi arriveremo a mille titoli effettivi di gruppi che sono proattivi, che sono esistenti sul mercato, che vengono in tour, che hanno una release schedule che prevede almeno un disco all'anno. È ovvio che ci poniamo in un modo completamente diverso. Non ci poniamo solo alla riscoperta di quelli che sono stati gli anni d'oro del metal, ma quello che è, quello che sarà in futuro. È una prospettiva completamente diversa. La Century Media ci ha aperto gli orizzonti di quello che vogliamo conquistare con il metal. C'è una collaborazione assolutamente proattiva con loro, con l'etichetta tedesca, e c'è la volontà di lavorare anche al contrario, quindi non solo importare il loro prodotto e farlo diffondere a livello di marchio anche in Italia, ma anche il contrario. I Lacuna Coil sono un grandissimo gruppo, sono orgoglio nazionale, sono un gruppo che si è espresso e affermato all'estero, potrebbero non essere in futuro gli unici esempi di quello che è il metal italiano. La Century Media ci ha chiesto di aiutarli a scoprire i nuovi Lacuna Coil, che è una cosa completamente innovativa. La Sony non avrebbe mai potuto pensare di poter investire in un vivaio di gruppi metal italiani, e invece adesso possiamo farlo. Abbiamo già individuato un paio di possibili candidati. I tedeschi hanno già espresso il loro interesse e stiamo lavorando di comune accordo a questa possibilità, che un domani possa esserci una nuova band heavy metal italiana lanciata in tutto il mondo attraverso il marchio Century Media.
Parte del Metal For The Masses è la vendita a prezzi agevolati di una serie di prodotti. Perchè questa scelta? È un modo di contrastare il trend del mercato che vede ormai una quantità enorme di musica gratuita o volete risollevare la domanda?
Il fenomeno delle campagne commerciali, e quindi dei CD a prezzo speciale, ripeto, fisico e digitale, quindi si tratta anche di download a prezzo speciale, è un meccanismo che ci appartiene. Durante l'anno abbiamo quattro principali campgnae. La Viva l'Italia, che riguarda la musica italiana che dura da giugno ad aprile, c'è la Metal For The Masses che parte ad aprile e finisce a giugno, c'è l' I Wanna Rock, parte a fine giugno e finisce a fine settembre e poi c'è la Prog Rock, dedicata al rock progressivo, italiano e internazionale, che parte a fine settembre e finisce a fine novembre. In tutti questi segmenti di anno c'è la possibilità di acquistare quei prodotti, di quel genere musicale, ad un prezzo speciale, per quel periodo limitato di tempo. È una pratica commerciale che facciamo regolarmente tutti gli anni e che genera circa un milione di copie vendute solo di fisico, un dato enorme dal punto di vista del fatturato. Per rispondere alla tua domanda in maniera più completa: sì, acquisire musica a prezzo speciale è sicuramente un argomento importante per mille motivi, per via della crisi economica che ancora ci contraddistingue, e anche perchè comunque sia possiamo andare con il prodotto fisico che in Italia rappresenta ancora più della metà del fatturato, parliamo del 55/60% del fatturato che è fisico, quindi parliamo di CD e vinile, va difeso e non va in conflitto con quello digitale. La possibilità di ascoltare musica gratuitamente fino a un certo punto, perchè per esempio Spotify propone dei pacchetti premium dove una parte del guadagno dell'abbonamento finisce a noi, com'è giusto che sia.
C'è quindi secondo voi un margine di incremento della vendita del fisico? È un obiettivo che voi vi ponete?
C'è una realtà di fatto. Il mercato del vinile ha raddoppiato i numeri. Nel 2015, rispetto al 2014, il fatturato dei vinili è raddoppiato. Siamo passati da due milioni a quattro milioni di euro solo di vinile. Per quanto riguarda il 2016, che è ancora in corso, ci aspettiamo un incremento ulteriore, forse non del 100%, ma quasi. Anche il CD, che si potrebbe pensare in declino o comunque destinato a scomparire, in questi ultimissimi tempi, un anno, un anno e mezzo, sta dando segnali di tenuta, se non di leggera ripresa. Leggera ripresa che potrebbe essere momentanea, ma non cadere del 7/8% tutti gli anni, ma tenere botta e aumentare di un punto o un punto e mezzo, è un segnale che qualcosa sta cambiando. Non è detto che il fisico scompaia, come in altri paesi, o come è stato predetto nel giro di 2,3,4 anni al massimo, ma potrebbe essere che i due vadano in parallelo ancora per un bel pezzo.
Che prospettive ha il panorama rock&heavy italiano?
Il fatto che ci sia stata una produzione così sporadica di rock&heavy nostrano non ha favorito un vivaio interessante. Non c'è tantissimo in giro.
C'è molto più underground…
Sì, assolutamente, c'è molto più underground, ma quando scendi al livello dell'underground scendi inevitabilmente ad un livello più basso qualitativamente parlando. Ma ripeto, il fatto che la Century Media ci abbia dato una possibilità di fare proposte di artisti italiani che possono essere candidati di un mercato internazionale, ci ha dato la possibilità di ascoltare cose che altrimenti, come Sony Music, che non saremmo mai riusciti a scoprire. Non voglio fare né nomi, né riferimenti, ma abbiamo scoperto due cose davvero clamorose, ma veramente clamorose. Non posso dirti nulla, perchè non abbiamo firmato i contratti e potrebbero sfuggirci di mano, ma ti parlo di artisti italiani assolutamente al passo con gruppi inglesi, americani o tedeschi, qualitativamente in grado di cantare in un inglese impeccabile, e come scelte musicali addirittura innovativi. Per cui li abbiamo proposti in Germania e sono rimasti sbalorditi dal livello. Non parliamo di dieci band, ma due, al massimo tre. Ma quelle due potrebbero essere i nuovi Lacuna Coil e francamente sarebbe una bella medaglia da metterci sul petto.
Come indagate tra le varie band? Come avete scelto?
La Sony Music ha una storia di selezione, siamo un'etichetta discografica legata a dei meccanismi simili a quelli di X Factor, che ovviamente non appartengono al rock e all'heavy metal. Per quanto riguarda l'heavy metal ci basiamo sulle conoscenze personali. Abbiamo una serie di contatti con management e artisti diretti che ci hanno dato alcune indicazioni. Siamo partiti sei mesi fa con questo progetto e abbiamo già trovato due cose estremamente interessanti. Con molto più tempo a disposizione probabilmente faremo un lavoro ancora più interessante qualitativamente.
Cosa deve aspettarsi una band rock che si affaccia oggi al mercato musicale italiano?
Una rock band deve aspettarsi di avere molto più senso di resistenza e perseveranza rispetto a quelli che sono i propri obiettivi da raggiungere e gli strumenti che purtroppo non sempre vengono offerti per raggiungere un risultato sostanziale e significativo. È ovvio che la qualità paga sempre naturalmente ci sono generi musicali che dal punto di vista del marketing sono più immediati rispetto ad altri, ma quando esiste la qualità, anche in un genere musicale, che dal punto di vista commerciale può valere meno rispetto ad altri, se individui la giusta personalità, la giusta capacità compositiva, la giusta abilità di interpretazione, ancora siamo in grado di poter dire "proviamoci", anche se si tratta di generi musicali cosiddetti meno importanti rispetto a quelli di classifica.









