Pineda Recensione 2011
RECENSIONI

Pineda – Pineda

Sei tracce strumentali, sei tracce al servizio di una chitarra che passa da accenni psichedelici a ritmi ripetitivi al limite dell'ossessivo.

Pineda è il nuovo progetto degli ex Moltheni Umberto Giardini e Floriano Bocchino in collaborazione con Marco Marzo Maracas, e si snoda attraverso un iter musicale di durata relativamente breve, nemmeno quaranta minuti durante i quali si cerca di creare un'atmosfera ipnotica e rarefatta sfruttando riff ripetitivi e per lo più con variazioni assai limitate e che faticano ad emergere dalla sovrastante ritmica. La produzione del disco è buona: i suoni degli strumenti non sono cristallini, ma in compenso hanno quel tocco leggermente sporco e polveroso che riporta alla mente le registrazioni analogiche care ad un certo tipo di rock degli anni passati.

Tuttavia, pur potendo vantare la buona produzione ed apprezzando l'idea di basare gran parte del lavoro su una struttura dei brani volutamente ridondante e ripetitiva al limite dell'ossessivo, è forse proprio questo l'aspetto in assoluto più limitante dell'album. D'accordo la ricerca di soluzioni per così dire ipnotiche, ma in questo caso molti spunti e molte idee sono piuttosto poveri ed aridi (“Give Me A Dress” non cambia praticamente mai per tutti i suoi sette minuti, ad esempio), e non sempre basta l'inserimento di un assolo per risollevare il brano e, più in generale, l'intero disco. “Twelve Universe” e “Touch Me” sono le tracce più interessanti, soprattutto la seconda grazie al buon mix di vaghe atmosfere captate dai The Doors e soluzioni ripetitive che qui, si, son ben congegnate, ma due soli episodi non possono risollevare le sorti di “Pineda”.

Peccato, dato che l'idea di base è buona, forse un po' troppo pretenziosa visti i risultati finali non esattamente all'altezza delle aspettative e di quel che sarebbe potuto essere spendendo, magari, maggior tempo nell'apportare rifiniture ed arricchimenti stilistici che in un lavoro strumentale spesso non sono sterili e meri orpelli, ma anzi possono innalzare il valore dell'opera presentata, se organizzati e suonati con criterio.

Tracklist

01. Give Me A Dress
02. Domino
03. Human Behavour
04. Touch Me
05. If God Exist…+ Lost In Your Arms
06. Touch Me