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RECENSIONI

Wild Roads – Riding On A Flamin’ Road

Le “strade selvagge” di questo quintetto livornese si incrociano, alternando cambi di formazione, nel 2001, quando il chitarrista Nik Capitini decide di formare una band il cui nome era ed è tuttora Wild Roads. "Riding On A Flamin’ Road", prodotto dalla New Idols, è il loro disco d’esordio che viene alla luce nel 2012, composto di ben nove tracce la cui durata si aggira mediamente intorno ai sei minuti. Realtà del tutto italiana, questa band si fa notare per un suono decisamente più americano con riferimenti alla tradizione hard rock, heavy e al blues. La strada imboccata è quella già percorsa dai loro predecessori degli anni ‘80, basti citare solo alcuni grandi esempi come Guns’n Roses o Mötley Crüe, un hard rock caratterizzato da diverse correnti musicali oscillanti tra hard e glam rock, tra heavy metal e blues. Nulla di nuovo quindi, semmai questi ragazzi ripropongono un sound efficace ma che forse negli anni è andato un po’ a scemare e che in pochi oggi vogliono riproporre. Il disco risulta comunque ben fatto e curato tecnicamente in cui emerge consapevolezza nell’uso degli strumenti: si può notare infatti un’alternanza di sezioni più melodiche a sezioni più potenti prodotte dalle chitarre di Nik Capitini e Giulio Antonelli, che in alcuni brani riescono anche a valorizzare i loro assoli, così come vuole la scuola americana, accompagnati dalle buone elucubrazioni vocali del lead vocalist Michael Cavallini.
Nella tracklist, le composizioni che colpiscono maggiormente sono il brano di apertura “Look At Me Burning” e la successiva “ Wildroads”, che fornisco all’ascoltatore un’idea di quello che questa band è in grado di poter generare con i suoi strumenti. Nella quarta traccia, “She Has Been Cheated”, il combo livornese ha introdotto uno spezzone del film “Io, Me e Irene” con Jim Carrey come apertura del brano, per spezzare forse l’andamento del disco e proseguire poi con riff di chitarra potenti e accattivanti e con la bravura ritmica del batterista Simone Balchi e del bassista Alessandro Lupo. Non mancano, come da tradizione, due ballad hard rock: “Relieve My Life”, che si avvale delle tastiere di Freddy Delirio (anche produttore del disco), e “To Be King”, quest’ultima dal suono decisamente più acustico, senza troppe elaborazioni strumentali e vocali. Il debutto per i Wild Roads, pur non essendo rivoluzionario nel suo genere, si presenta positivo e quello che emerge (questo è un dato più importante) è la passione e il coraggio che i Nostri hanno avuto nel riproporre un genere che non sono più in molti a suonare; la loro bravura consisterà nell’attrarre l’attenzione di un pubblico sempre più ampio.

Tracklist

01. Look At Me Burning 
02. Wildroads
03. Sick Soul
04. She Has Been Cheated 
05. Relive My Life
06. Your Last Day
07. Rider Of The Sunset
08. To Be King
09. Titty Twister Blues