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RECENSIONI

Arancioni Meccanici – Arancioni Meccanici

“Il disco d’esordio degli Arancioni Meccanici è la colonna sonora immaginaria per un brindisi con Stanley Kubrick e Mario Monicelli”. Questa è la frase con cui comincia la press note dei meneghini Arancioni Meccanici e, per quanto folgorante, la trovo leggermente fumosa, oserei quindi fornire una versione diversa: “Il disco d’esordio degli Arancioni Meccanici è una Pussy Wagon guidata da Quentin Tarantino sotto acido, carica fino all’inverosimile di Figli Dei Fiori lanciati a tutto spiano su una strada lastricata di robustissimo rock’n’roll”.

Chiariamo subito una questione: se credete, visto il nome della band, di essere di fronte ad una formazione di matrice parodistica, temo rimarrete delusi dall’ascolto di questo cd, visto che l’unico episodio smaccatamente ridanciano è lo swing di “Ti Porto Fuori A Cena”. Ciò che troverete invece in abbondanza su questo disco, prodotto da Giulio Favero (Teatro Degli Orrorri) e Livio Magnini (Bluvertigo), è del sincero entusiasmo, entusiasmo che si stempera nel cipiglio arrabbiato del cantante Gianfranco Fresi, sospeso tra atmosfere glam ed irresistibili bridge elettronici (“Tomorrow”), ballate alla Nick Cave (“Love”), atmosfere cariche di LSD ed anni ’60 (“Caravan Of Love”) od il Raggae che prende la via dell’Inghilterra, senza tuttavia trasformarsi in ska ma in una sorta di strambo incidente alla Jet (“Reggae”). Sembra quasi che lo spirito inglese di 30 anni fa incontri il flavour melodico del rock di stampo italiano, il tutto condito da uno spirito acidamente progressivo, una sorta di pastiche misticheggiante di stampo induista bollywoodiano, quello effettivamente rappresentato in modo più che preciso nella cover art di questo lavoro.

A livello di difetti, mi tocca segnalare una parte conclusiva meno incisiva rispetto al resto dell’album: “Automation For The People” tenta di recuperare il ritmo parzialmente andato perduto dalla precedente “Tumblin’ Heart”, con un testo sopra le righe di stampo volutamente popolano, ma senza centrare troppo il bersaglio, mentre la conclusiva “Uomini/Macchine” è forse eccessivamente dilatata. Peccati di gioventù destinati a scomparire con un prossimo album in studio, ne sono assolutamente certo; album che mi auguro venga presto partorito al di fuori dell’ambito dell’autoproduzione, perché davvero mi risulta incredibile come questa caravana dell’amore milanese sia ancora senza contratto discografico, quando decine e decine di formazioni molto meno convincenti di loro trovano immeritati canali distributivi ben più capillari.

Quindi, cosa state aspettando? La Pussy Wagon Of Love presto fermerà dalle vostre parti, siete pregati anche voi di salire a bordo!

Tracklist

01. Mala Tempora
02. Tomorrow
03. La Minaccia Rossa
04. Love
05. Ti Porto Fuori A Cena
06. Caravan Of Love
07. Reggae
08. Tumblin’ Heart
09. Automation For The People
10. Uomini/Macchine