Carneigra fumatori 2011 00
RECENSIONI

Carneigra – Fumatori Della Sera

Il trio nostrano dei Carneìgra è di quelli che cambiano forma a seconda della direzione musicale che intendono raggiungere: dopo essersi dedicati a mischiare influenze della musica popolare italiana con il jazz ed il rock, al secondo parto discografico questi ragazzi trovano una perfetta quadratura del cerchio, e ci riescono, fondamentalmente, cercando di riprendere le origini cantautorali degli esordi e sostituendo, al jazz ed al rock, una fortissima vena di folk mediterraneo.

Ne nasce, di conseguenza, una band insolita, un trio che preferisce il mandolino e l’ukulele all’uso della chitarra classica, una formazione che gioca con il folk per creare canzoni piccole e giocose che, tuttavia, solo all’apparenza sono tali.
Ricchissimi, difatti, i risvolti che i vari pezzi, pur nel loro minimalismo melodico, riescono ad intessere, basta analizzare nel dettaglio l’iniziale “Click”: un brano che parte già siculo nella chitarra acustica, poi arriva la fisarmonica nella seconda parte a dare un tocco più popolare, ed alla fine il tutto viene magnificamente sporcato da un filo di elettronica che conferisce quel ponte tra antico e moderno e che rende il pezzo, semplicemente, irresistibile.
Ancora: come non citare la commistione tra l’ukulele e la chansonne francese di “Vattene”, dove ti sembra di sentire un brano delle gemelle Kessler cantato con estrema allegria sulle rive della Senna, il Tricarico in overdose da caffeina che, inaspettatamente, rallenta sul ritornello in “Mancini”, oppure l’inverso, ovvero la ballad notturna per pianoforte che accelera all’improvviso in un’esplosione di allegria cabarettistica in “L’Acrobata”, per finire con la Sicilia spremuta e concentrata nel mandolino di “Irene”, un succo che ama anche diluirsi un poco col pop, per creare quella bevanda che Carmen Consoli ci ha insegnato ad amare, su “T.V.B.”.

Fumatori Della Sera” è tutto questo: un misto di allegria e di folk schizzato e pazzoide, una fou joie che viene meravigliosamente espressa anche nelle liriche interpretate in modo davvero ispirato da Emiliano Nigi. I testi, in effetti, meritano davvero un’analisi a sé stante, visto che tra un uso smodato ed irresistibile delle onomatopee (dovrete fare presto l’abitudine ai vari “bom bom bombobobbò”, i “zazzicchizazzicchizazzicchizazzicchizazziccà” e chi più ne ha più ne metta), versi deliziosamente ironici (“Sei la regina stasera / Mille scintille nei tuoi occhi blu / Ma poi non ci vedi più!”), scioglilingua sparati alla velocità della luce su brani epicamente alcolici (ascoltate “Il Rospo”), e vere e proprie storie popolari come la suora che si innamora di un fedele  e, nello strazio del “Batticuore”, si contende tra la fede verso il Signore e la fede verso le umane e terrene emozioni, il succo musicale diviene ancora più ricco e gustoso.

Arrivati in fondo a quella che è chiaramente un’opera discografica dinamica quel tanto da non risultare dispersiva, ci si rende conto che questa è una di quelle band da cabaret che, tra un valzer ed una filastrocca, si vuole tenere volentieri nella propria collezione discografica, per poter avere nei momenti di necessità un piccolo raggio di sole musicale intriso di verità popolare.
Ed è una missione, quella di veicolare allegria e leggerezza, che questi ragazzi compiono con abbondante successo.
Alla luce di tutti questi fatti, quindi, direi che non si può proprio rifiutare, al termine dello show di questo trio, un applauso ed una moneta gettata con grazia e convinzione nel cappello dei Carneìgra!

Tracklist

01. Click
02. Vattene
03. Grigio Asfalto
04. Mancini
05. Irene
06. Batticuore
07. L’Acrobata
08. L’Alluce Sinistro
09. T.V.B.
10. Il Rospo
11. Fumatori Della Sera