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NUOVE USCITERECENSIONI

UNIVERSITY – McCartney, It’ll Be OK

Il nostro (più che) apprezzamento per gli UNIVERSITY e per la loro divampante follia parte dall’ascolto di “Massive Twenty One Pilots Tattoo” – sfido chiunque a non rimanerne folgorato all’istante.

Una scarica dinamitica devastante, con punto di detonazione la placida Crewe: Zak Bowker e soci sbucano dal nulla di un contesto musicale (e culturale) praticamente dormiente, imbottendo il loro debut di imprevedibilità, potenza, sfumature brutali e docili cambi di effetto, come se uno spettacolo di fuochi d’artificio – con il pirotecnico imbottito di birra e cattive intenzioni – ci si parasse davanti simultaneamente all’ascolto.

McCartney, It’ll Be OK” è un bordello, ve la facciamo breve: spuntano qua e là le influenze come cuspidi, espongono la testa appuntita tra le fiamme di uno spirito hardcore che arde come un blocco di diavolina ammollato nella benzina, poi la tirano indietro per far spazio a (tanto) altro. Ecco, ascoltare l’album è come sfidare con lo sguardo un mostro mutaforma, testa forgiata dal rock dei primi Arctic Monkeys, corpo martoriato dal contorto delirio metallico dei Dillinger Escape Plan.

Alt-rock violento che sfancula totalmente gli schemi (“Curwen”), punte di garage punk tra i campi assolati (ma disseminati di florida schizofrenia) dell’indie rock – è il caso della succitata “Massive Twenty One Pilots Tattoo”.

Coltellate post-hardcore e storture noise (“Hustler’s Metamorphosis”) che segano in due un disco fortemente devoto all’emocore, ai veementi exploit vocali di Bowker e all’imprevedibilità di una strumentale perennemente in fermento: l’intro ciondolante di “Diamond Song” che si sbriciola sotto i colpi dei blast beat di Joel Smith; andamento similare per “Gorilla Panic”, seppur qui ad agitarsi maggiormente siano le sei corde.

Le vigorose melodie di “GTA Online” incoronano gli unici scampoli di normalità nella sassaiola degli inglesi, che finisce per spegnersi in un finale più dilatato e fiacco, con la doppia “History of Iron Maiden” che gioca prima a impastare il drone alla ferraglia -core, poi con i synth, a creare una coda che pare pescata da un Game Boy Color lasciato inumidire in cantina.

Un bel viaggetto allucinato, non c’è che dire: lo aspettavamo con ansia e “McCartney, It’ll Be OK” non ha deluso le attese, nonostante lasci permeare un senso di incompiutezza, di mancanza di coesione soprattutto verso la fine del giro. Ma gli UNIVERSITY sono giovani, (troppo) pimpanti e molto, molto interessanti: il terremoto non è di certo finito qua, state sereni.

Tracklist

01. Massive Twenty One Pilots Tattoo
02. Curwen
03. Gorilla Panic
04. Hustler’s Metamorphosis
05. GTA Online
06. Diamond SOng
07. History of Iron Maiden Pt. 1
08. History of Iron Maiden Pt. 0.5