Il duo statunitense Ho99o9 sta per tornare in Italia per un’unica data al Circolo Magnolia di Milano il prossimo 20 febbraio. theOGM e Yeti Bones porteranno sul palco “Tomorrow We Escape”, il loro ultimo album pubblicato a settembre del 2025, un lavoro che, più che una fuga, sembra essere un confronto aperto che intercetta molti aspetti della vita, dal piano personale a quello politico, diventando una riflessione sull’essere pronti e una rappresentazione della tensione che precede la liberazione.
Ciao ragazzi e benvenuti su SpazioRock, come state? Il vostro tour è iniziato, come sta andando?
theOGM: Fa molto freddo da queste parti! È passato un po’ di tempo dall’ultima volta in cui siamo stati davvero immersi nell’inverno. Gli show sono stati fantastici fino ad ora.
Yeti Bones: sembra che più fa freddo, più belli sono gli show; si può dire assolutamente che ogni concerto è stato fantastico!
Prima di tutto: arriverete in Italia tra pochissimi giorni per la vostra data al Circolo Magnolia di Milano, ed è da un po’ che non suonate qui, come vi sentite?
theOGM: siamo entusiasti, la nostra community è arrivata lontano.
Yeti Bones: carichi all’dea di tornare sul suolo italiano per diffondere il “buon vangelo”.
A settembre avete pubblicato il vostro ultimo disco “Tomorrow We Escape”, che è una montagna russa di sensazioni ed emozioni, attraversando malinconia, rabbia e liberazione. Da cosa volevate scappare?
theOGM: più che altro l’idea è quella di prepararsi, essere pronti. Dopo tutto il lavoro che metti in qualcosa, quando è il momento di sostenerlo o difenderlo. Tu sei pronto, io sono pronto, noi siamo pronti.
Yeti Bones: fuga, liberazione, libertà, evoluzione, traduzione, movimento, crescita, rientra tutto sotto lo stesso cappello. Hai mai guardato le stelle attraverso un microscopio…
In questo titolo parlate di “domani” (tomorrow): sembra più che stiate facendo una promessa a voi stessi, è così?
theOGM: Sì e non si torna indietro.
Yeti Bones: quando andiamo avanti non ci guardiamo indietro, quando viaggiamo verso l’alto non guardiamo più giù.
Più che fuggire, questo disco sembra affrontare in modo aperto e diretto molti aspetti della vita, dal piano personale a quello politico. In che modo la musica ha avuto un ruolo nella vostra autodeterminazione e nell’affrontare le difficoltà?
theOGM: È sempre stata una valvola di sfogo per parlare liberamente. Terapeutica nel senso che non stai mentendo a te stesso.
Yeti Bones: alcune persone scrivono poesie su ciò che vedono attraverso i loro occhi durante la loro vita, alcune persone scrivono parole in un diario che solo i loro occhi possono vedere, la nostra espressione vi viene portata in forma di musica affinché possiate ascoltarla.
In questo disco affrontate anche molti temi legati alla politica, che è un aspetto intrinseco alla vostra musica. Il vostro modo di approcciare questi problemi è cambiato nel corso degli anni considerando come si è evoluta la situazione politica globale?
theOGM: Sì, è cambiato; se dici certe stronzate, hai bisogno di un’assicurazione sulla vita e di soldi per una security di alto livello.
Yeti Bones: è cambiato, sta cambiando e cambierà ancora di più negli anni a venire. E se parlassi pubblicamente del mio approccio ad alcune di queste questioni globali, avrei l’FBI che bussa alla mia porta.
Parlando dell’aspetto sonoro, questo disco contiene i contributi di molti artisti provenienti da background molto diversi, incontriamo infatti MoRuf, poi le esplosive Nova Twins e la voce eterea di Chelsea Wolfe, che esaltano tutte le sfumature musicali di questo lavoro – che siano oscure, morbide o rabbiose. Come avete approcciato il processo di produzione, considerando tutti gli artisti coinvolti?
theOGM: abbiamo sempre lavorato prima sulla musica e, dopo averli ascoltati, discutevamo su cosa mancasse e chi sarebbe stato davvero bene nel brano. Dopo aver ottenuto le voci possiamo lavorarci di più o meno.
Yeti Bones: matematica.
Siete stati definiti in molti modi, inclusi anarchici e punk, per esempio. Queste parole sono anacronistiche secondo voi? Cosa significano per voi oggi?
theOGM: Sono una persona nera in America che dice la verità attraverso la musica e l’amore per la mia gente, chiamatelo come volete chiamarlo. Haiti libera.
I vostri spettacoli dal vivo sono sempre un momento di condivisione e di fusione in una comunità. Dato che i tour stanno diventando sempre più costosi per gli artisti, come state affrontando questa difficoltà senza rinunciare a una parte così importante della vita di un musicista?
theOGM: non vivere al di sopra delle proprie possibilità.





