INTERVISTESPECIALI

Intervista – Mark Tremonti

Si ringrazia Mattia Schiavone per la collaborazione

Esce oggi “Tremonti Sings Sinatra“, il nuovo album di cover firmato Mark Tremonti: il suo lavoro più ambizioso, come non ha mancato più volte di ribadire. Nella nostra intervista il celebre musicista ci racconta la spinta emotiva dietro questa uscita dalla comfort zone e il progetto di beneficenza a cui è destinato, non mancando di darci aggiornamenti sul parallelo lavoro con gli Alter Bridge.

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Ciao Mark! Benvenuto su SpazioRock.it. È un grande piacere averti qui con noi. Come stai? Come vanno le cose ultimamente?

Ciao! Sto bene. Oggi esce “Tremonti Sings Sinatra”, sono per lo più in studio con gli Alter Bridge a registrare un album… mi tengo occupato, ecco.

Iniziamo col parlare della tua nuova personale pubblicazione a cui accennavi, “Tremonti Sings Sinatra”. È un progetto di beneficenza straordinario, lo approfondiremo passo dopo passo, spero di avere il giusto tempo. Nessuno spoiler per il momento, solo questo: quanto ne sei entusiasta?

È stato uno dei progetti più emozionanti a cui abbia mai lavorato, ed è passato molto tempo in attesa che venisse pubblicato, quindi sono molto entusiasta che le persone ora lo possano ascoltare.

In questo lavoro possiamo ascoltarti mentre fai cover di alcune canzoni di Frank Sinatra, sia famose che meno conosciute. Torniamo indietro nel tempo ora: riesci a mettere insieme qualche ricordo di te che ascolti questo cantante iconico? Cosa ti piace particolarmente di lui?

Ricordo di essere cresciuto ascoltandolo in casa a Natale, era in tv, alla radio e Dio, la sua voce era molto ricca e di classe, lo adoravo. Crescendo, ho iniziato a cantarci insieme e la sua estensione vocale si adattava molto bene alla mia voce, quindi ho iniziato a esercitarmi sempre di più e me ne sono assolutamente innamorato. Volevo solo farci qualcosa. Una volta che abbiamo ricevuto la diagnosi di mia figlia con la sindrome di Down, ho deciso di registrare questo disco per raccogliere fondi per l’NDSS (National Down Syndrome Society, NdR).

Ho avuto il piacere di ascoltare in anteprima il tuo lavoro. Fin dall’inizio con “I’ve Got You Under My Skin”, non ho potuto fare a meno di sorridere sorpresa, per quanto tu abbia incarnato lo spirito musicale di Sinatra. Siamo abituati a vederti sempre con la tua chitarra, come un tutt’uno, anche nel progetto Tremonti quando canti da solista: questa volta il focus è solo sulla tua voce, è un’opportunità per noi ascoltatori di apprezzarne appieno la bellezza. Come ti sei sentito al riguardo? Ti è mancata un po’ la tua chitarra, la tua compagna musicale?

No, mi è piaciuto potermi concentrare solo sulla voce. Sai, Frank Sinatra non suonava uno strumento quando si esibiva, cantava solamente, quindi volevo fare la stessa cosa, concentrandomi solo sulla voce, e siccome questi fantastici musicisti jazz che mi hanno accompagnato in questo progetto suonavano loro la chitarra, il piano, tutti questi grandi strumenti. Quindi mi hanno lasciato solo cantare.

Photo Credits: Chuck Brueckmann

Per l’occasione è stato chiamato a raccolta il vecchio complesso che accompagnava Sinatra. Com’è stato lavorare con questi grandi musicisti ma di un genere musicale completamente diverso? Quali sono le cose nuove che hai imparato?

È ​​stato molto diverso registrare con loro, erano molto professionali, molto istruiti, con un bagaglio enorme di conoscenze. È stato tutto molto veloce: mentre registravamo, loro andavano di pari passo con le canzoni. I brani che ascolti nel disco sono il risultato della band che lo fa in una ripresa, non ci sono aggiunte, queste persone hanno suonato direttamente, per loro è un approccio ormai noto:  arrivi – suoni – fatto – prossima canzone. Così viene colto quel lampo, quel momento. È stato un sogno diventato realtà suonare con queste persone, sono musicisti assolutamente incredibili e ho avuto la pelle d’oca tutto il tempo. Penso che all’inizio non sapessero cosa farne di me perché sono un tipo rock ‘n’ roll (ride, NdR), ma alla fine sono stati tutti molto gentili e lusinghieri.

Parliamo della speciale menzione di ringraziamento: è tua figlia Stella di un anno – nata con la sindrome di Down – che ti ha ispirato a fare qualcosa fuori dalla tua zona di comfort, e a lei è dedicato questo lavoro. Penso che sia uno dei regali più sentiti che un genitore possa fare ai propri figli. Ho visto nel teaser video che le cantavi con affetto e lei sorrideva molto. C’è una canzone in particolare di Sinatra che ti piace cantarle e che piace ad entrambi?

(Mostrando una foto di Stella, NdR) Mi ha sicuramente dato la forza per farlo, mi ha dato uno scopo nella vita: da un anno a questa parte sostengo lei e le persone come lei. In realtà mi sono innamorato della comunità della sindrome di Down. Sai, ci sono così tante sfide diverse che queste persone devono affrontare e in cui voglio dare una mano. “The Song Is You” è la sua preferita, è davvero la canzone più importante per me in questo disco, quella che mi ha fatto venire voglia di cantare come Frank Sinatra e che le dedico ogni giorno: gliel’ho cantata proprio stamattina!

Come dicevamo prima tutte le entrate sono destinate in beneficenza, in particolare alla National Down Syndrome Society (NDSS), con la quale hai collaborato. E la release fa parte di una nuova iniziativa di beneficenza che hai creato, chiamata Take A Chance For Charity. Il messaggio dietro sia al NDSS che alla tua iniziativa è chiaro: lavorare tutti insieme per creare un mondo in cui tutti dovrebbero avere l’opportunità di raggiungere le proprie ambizioni di vita, poiché nulla può definirci, nemmeno una malattia. Quanto è importante per te diffondere consapevolezza al riguardo? E c’è un collega musicale/amico che vuoi sfidare a mettersi in gioco?

Come hai detto l’iniziativa è di portare le persone al di fuori delle loro zone di comfort e fare qualcosa che la loro fanbase non vedrebbe mai, per una buona causa, ovvero raccogliere fondi per beneficenza. E questa è una cosa per cui le persone dovrebbero sentirsi bene, non nervose. Se lo fai per beneficenza puoi fare quello che vuoi: puoi fare una foto, puoi fare uno spettacolo di magia, puoi cantare una canzone. Ho già molti amici che hanno aderito a questo progetto. Ma penso che le persone principali che mi è piaciuto invitare a farlo sono le persone che ho citato sul mio sito e che hanno fatto delle fantastiche dichiarazioni a riguardo: Slash, James LaBrie dei Dream Theater, Brent Smith degli Shinedown, Chris Daughtry, Paul Stanley dei KISS, tutte queste persone fantastiche che sono uscite allo scoperto e hanno detto queste grandi cose sul progetto. Ho chiesto a tutti loro se volevano unirsi. Anche altri miei amici hanno mostrato interesse, come Larry the Cable Guy, il wrestler Edge, Chris Daughtry stesso, Steve Stevens, la band country Lonestar, Black Stone Cherry, quindi speriamo che prenda piede.

Non possiamo non citare gli Alter Bridge: il vostro nuovo album, intitolato “Pawns & Kings”, uscirà il 14 ottobre, e poi ci sarà un tour promozionale. A che punto siete col lavoro? Puoi darci qualche indizio su cosa possiamo aspettarci?

Qualche giorno fa ho finito di lavorare alla mia chitarra ritmica, quindi le parti di batteria, basso e chitarre principali sono terminate. Myles (Kennedy, NdR) sta lavorando alle sue parti di chitarra, e io agli assoli, che è il lavoro più impegnativo per me lì dentro. E poi siccome sarò la voce principale in una delle canzoni, devo registrare la mia parte vocale anche per quella. Stiamo finendo le registrazioni, siamo molto entusiasti di ciò. Penso che abbiamo tutti detto questo: se a tutti piace il disco “Fortress“, questo lavoro è piuttosto in linea con quell’atmosfera, ne siamo molto contenti.

A giugno partirai con i Tremonti per presentare il tuo ultimo album “Marching In Time”, con una data anche in Italia. Dopo un lungo periodo di stop senza contatti faccia a faccia con il tuo pubblico a causa della pandemia, cosa ti è mancato di più dell’esibirti dal vivo?

Esibirmi dal vivo è quello che ho sempre voluto fare sin da quando ero bambino, quindi sentire quell’energia dalla folla e vedere tutti questi volti familiari sorridere. Per me la musica è un qualcosa di magico, è la cosa più vicina al magico che abbiamo in questo mondo, e quando ti esibisci dal vivo è così bello vedere come la musica colpisca così tante persone, che vuoi solo tornare lassù sul palco e suonare, ancora. E’ quel qualcosa che un musicista ha davvero bisogno di fare, e ti manca molto quando non puoi farlo.

Dato che hai sempre lavorato a progetti paralleli, come fai a trovare l’ispirazione per creare ogni volta qualcosa di nuovo?

Con il passare degli anni cerco di trovare modi diversi per trarre ispirazione da cose diverse. A volte è leggere un libro, guardare un film, un’esperienza personale, le esperienze di qualcuno che conosci, a volte è guardare un telegiornale o qualcosa su Youtube. Cerco di scrivere da diversi punti di vista, provando a creare partendo da una tastiera invece che da una chitarra, o trovare qualche base musicale a cui qualcuno si legherebbe, suonare la chitarra e poi cambiare strumento. Qualcosa che ti faccia sperimentare, qualsiasi cosa che ti scuota il più possibile.

Continuando col tema concerti, e vista la particolarità dell’album, hai pensato alla possibilità di suonare “Tremonti Sings Sinatra” nel contesto di soirée in luoghi d’atmosfera come teatri o simili?

Assolutamente! Abbiamo fatto il nostro primo spettacolo il 14 maggio, è andato rapidamente esaurito. Stiamo parlando forse di fare alcuni spettacoli più avanti questo autunno negli Stati Uniti, e poi quando andremo in Europa con gli Alter Bridge forse stare lì e fare una manciata di spettacoli, sarebbe fantastico. Non vedo l’ora!

Stiamo arrivando alla fine di questa intervista. Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani e ai nostri lettori?

Certo! Ho sempre detto che il mio cognome è Tremonti, quindi sono molto orgoglioso di essere italiano e lo sono sempre stato, perché gli italiani sono così appassionati di arte e della vita in generale. Quando suoniamo in Italia, posso percepire il calore del pubblico quasi più di chiunque altro per cui abbiamo suonato, adoro questa cosa. Amo l’Italia e non vedo l’ora di tornarci. Quindi, per favore, venite ai nostri spettacoli a Milano a luglio e spero di vedervi tutti presto!

Grazie mille per il tuo tempo. Stammi bene, e ci vediamo presto qui in Italia!

Grazie mille. Ciao, buona giornata!

— ENGLISH VERSION —

Hi Mark! Welcome to SpazioRock.it. It’s a big pleasure to have you here with us. How are you? How have you been doing lately?

Hi! I’m good. “Tremonti Sings Sinatra” is out now, I’m mostly in the studio with Alter bridge recording an album,…staying busy.

Let’s begin talking about your new personal release, “Tremonti Sings Sinatra”. It’s an amazing charity project, we’ll go down it deeply step by step, I hope to have the right amount of time. No spoilers for the moment, only this: how much are you excited about it?

I can’t wait. This has been one of the most exciting projects I’ve ever worked on, and it’s been a long time waiting to have it out, so I’m very excited for people to hear it.

Photo Credits: Chuck Brueckmann

In this work, we can listen to you vocal covering some of Frank Sinatra’s songs, both famous and less known. We kinda go back in time now: can you collect some of your memories about you listening to this iconic jazz singer? What do you particularly like about him?

I remember growing up hearing him in the house at Christmas time, on tv, on the radio and God, his voice was very rich and classy, I just loved it. So as I grew up I just started singing along, and his vocal range suited my voice very well, so I just started practicing more and more and more and absolutely fell in love with it. Just wanted to do something with it. Once we got the diagnosis of my daughter having Down’s syndrome, I decided to record this record to raise money for NDSS.

I had the pleasure to listen to your work as a preview. Since the very beginning with “I’ve Got You Under My Skin”, I couldn’t help but smiling with surprise, about how much you embodied Sinatra’s musical spirit. We are used to always see you with your guitar, as one whole thing, even in Tremonti project when you lead sing: the focus about you is only to your voice this time, it’s an opportunity for we listeners to fully appreciate its beauty. How did you felt about it? Did you miss your guitar, your musical companion, a little bit?

No, I loved being able to focus just on vocals. You know, Frank Sinatra didn’t play an instrument when he performed, he just sang, so I wanted to do the same thing, focusing on vocals only, and since these amazing jazz musicians  were playing the guitar, the piano, play all these great instruments…they let me just sing.

For the occasion the Sinatra’s old band was gathered around. How was working with these great musicians but of a completely different music genre? Which are the new things you learnt?

Well, it was just very different recording with them, they were very professional, very schooled, they have just tons of knowledge. It was very fast: when we were recording, they would go through the songs. The songs you hear on the record is the band doing it in one take, there’re no additions, these guys have just played straight through, so it’s just a known approach: get there – play the songs – done with it – next song. So you catch that lightening, that moment. It was just a dream come true playing with these guys, they’re just absolutely incredible musicians and I had goosebumps all the time. I think at first they didn’t know what to make it of me cause I’m a rock ‘n’ roll guy, but after they were all very nice and complimentary.

Let’s talk about the special thanking mention: it’s your one-year-old daughter Stella – born with Down’s syndrome – that inspired you to do something out of your comfort zone, and to her it’s dedicated. I think it’s one of the most heartfelt gift a parent could do to his sons. I saw in teaser video you singing to her fondly and she smiling a lot. Is there a particular Sinatra’s song you like to sing to her that you both enjoy?

(Showing a picture of Stella) She definitely gave me the strength to do this, she gave me the purpose in life: from a year on I’m gonna be supporting her and people like her. I’ve actually fell in love with Down’s syndrome community. You know, there’re so many different challenges these folks have that I want to help out with. “The Song Is You” is her favorite, that’s really the the most important song to me on this record, that made me wanna sing like Frank Sinatra and that I sing to her everyday: I sang it to her this very morning!

As we said before all the incomes are destined to charity, in particular to the National Down Syndrome Society (NDSS), which you partnered with. And the release is part of a new charity initiative that you created, called Take A Chance For Charity. The message behind both NDSS and your initiative is clear: to work all together in order to make a world in which everybody should have to opportunity to reach his/her life ambitions, because nothing can define us, not even a disease. How much is important for you to spread awareness about it? And is there a musical colleague and friend you want to challenge to go out of his/her comfort zone?

Like you said, the initiative is to get people outside of their comfort zones, and do something that their fanbase would not see it coming at all, and do it for a good cause, to raise money for charity. So doing something completely different is something that people should feel good about, not nervous about. If you are doing it for charity you can do whatever you want: you can take a picture, you can do a magic show, you could sing a song. I already have a lot of friends that have come to the table to do this project. But you know, I think the main people I’ve liked to invite to do it are the folks that I put on the record site that made these great quotes about it: I had Slash, James LaBrie from Dream Theater, Brent Smith from Shinedown, Chris Daughtry, Paul Stanley from KISS,…all these great folks that have come out and said these great things about the project. I’ve asked them all if they wanted to come along and join up. So far, there’re a lot of friends of mine, like Larry the Cable Guy wants to do a project, Edge the wrestler, Chris Daughtry himself, Steve Stevens, Lonestar the country band, Black Stone Cherry, a lot of people have started to show some interest, so I hope it catches on.

Photo Credits: Chuck Brueckmann

We can’t not mention Alter Bridge: your new upcoming album, entitled “Pawns & Kings”, will be out on October 14, and then a promotional tour will occur. How is the working status of it? Can you give us some hints about what can we expect?



A few days ago I finished my rhythm guitar working, so the drums, bass, main guitars are done. Myles is working on his guitars, and I’ve started doing solos which is the most work for me in there. And, since I lead sing in one of the songs, I have to record vocals for that, too. We’re finishing recording, and yeah, we’re very excited about that. I think we’ve all said that: if everybody likes the record “Fortress”, this kinda aligns to that vibe, and we are very happy with it.

You’re about to go on tour from June with Tremonti to perform your latest album “Marching in Time”, with a date in Italy too. After a long time of stop without face-to-face contact with your public because of the pandemic, what did you miss the most about concerts?

Performing live was such a rush: it’s what I’ve wanted to do since I was a kid, feeling that energy from the crowd and seeing all these familiar faces smiling. To me music is magic, it’s the closest thing to magic we have in this world, and when you perform it’s so great to see how the music affects so many people. So it’s that rush that makes you just want to get back up there and play: it’s something that a live musician really needs to do, and you miss it very badly when you cannot do it.

Since you’ve always been working on parallel projects, how do you always find inspiration to create something new?

As the years go by, I try to find different ways to get inspired by different things. Sometimes it’s reading a book, sometimes it’s watching a movie, sometimes it’s a personal experience, sometimes they’re just experiences of somebody you know, sometimes it’s watching news, or seeing something on Youtube. I try to write from different points of view, trying to create something on keyboards instead of a guitar, find some backing track that somebody would wrap to, or play the guitar over and then change it… Just something that makes you do something different, anything that shakes things up as much as possible.

Since we are talking about concerts, and because of the particularity of the album, have you thought of the possibility to perform “Tremonti sings Sinatra” in some soirée in special venues like theaters or something like that?

Absolutely, I really want to do it. We had our first show on may 14th, it went quickly sold out. We’re talking of maybe doing some shows later this fall in the States, and then when we’re going to Europe with Alter Bridge maybe staying over there and doing a handful of shows, it would be great. Can’t wait!

We’re getting to the end of this interview. Would you like to leave a message to your Italian fans and our readers?

Sure! I was saying my last name is Tremonti, so I’m very proud to be Italian and I’ve always been, because Italian people are so passionate about art and life in general. When we play in Italy, I can see the emotions coming out the crowd almost more than anybody that we’ve been played for, I love it. I love Italy, and I can’t wait to be back there. So everybody please come to our shows in Milan in July, and I hope to see everybody soon!

Thank you very much for your time. Take care and we’ll see you here in Italy very soon!

Thank you very much. Bye, have a nice day!

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