INTERVISTESPECIALI

Interviste – Vexed (Vexed)

Photo Credits: Andy Ford

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Ciao ragazzi e benvenuti su SpazioRock! Come ve la passate? Il vostro nuovo album è uscito da qualche settimana, come vi sentite a riguardo?

Grazie per questa intervista. Stiamo bene, grazie. Siamo veramente felici che il disco sia finalmente uscito! È stato un periodo di attesa piuttosto lungo, quindi stiamo vivendo un mix di eccitazione e sollievo.

“Culling Culture” è il titolo del vostro primissimo album in studio, un trofeo importante per voi e per la vostra carriera musicale. La prima cosa che colpisce è l’artwork, una sorta di avvertimento prima di una “danger zone”, un segnale evidente che precede un campo minato musicale. Chi l’ha progettato?

La mente dietro l’artwork è Rui Carneiro. È un artista incredibilmente talentuoso che abbiamo scoperto online. Ha lavorato con grandi nomi così come con band meno note, ma ogni sua opera è ugualmente spettacolare. Eravamo veramente in difficoltà una volta arrivato il momento di scegliere l’artwork del disco, ma sapevamo di volerlo aggressivo e caotico. Dopo averlo ascoltato, Rui ci ha consegnato quella che sarebbe stata poi la cover dell’album. Ha convertito il sound in forma visiva in maniera perfetta e ne siamo tutti molto orgogliosi.

La pandemia ha cambiato radicalmente i nostri stili di vita durante l’ultimo anno, ma ho notato che molti musicisti hanno tratto vantaggio da questo duro periodo, concentrandosi maggiormente sulle loro opere: come avete affrontato questo lasso di tempo, musicalmente parlando? La pandemia ha influenzato il songwriting di “Culling Culture”?

L’album, in realtà, è stato scritto e registrato prima della pandemia. Abbiamo finito di registrarlo nel 2019 e poi abbiamo intrapreso un piccolo tour nel Regno Unito all’inizio del 2020, pianificando di pubblicare il disco più in là nel tempo. Ovviamente tutto ciò non è potuto accadere perchè il Covid aveva piani diversi! È stato veramente difficile trovare l’ispirazione per scrivere nuova musica quando ciò che volevamo pubblicare viene posticipato a data da destinarsi. Non credo che la pandemia ci abbia aiutato sotto questo punto di vista, anzi, credo abbia avuto l’effetto contrario, quindi abbiamo deciso di concentrarci maggiormente sui video musicali.

Il vostro sound è veramente possente e stratificato, così come il vostro songwriting, vario e pieno zeppo di tematiche importanti. In che modo si evolve il processo di scrittura dei vostri pezzi? Iniziate da zero, con jam o qualcosa del genere? O c’è un mastermind che compone le canzoni?

Grazie mille! Non c’è una tecnica o un segreto preciso quando scriviamo, ognuna nasce in un modo diverso. Ma suppongo che, nel complesso, iniziamo solitamente da un riff o da un “hook” vocale attorno a cui iniziamo a costruire una struttura musicale. Raramente abbiamo scirtto un pezzo dall’inizio alla fine. Tendiamo sempre a saltare da una sezione all’altra fino a che non generiamo insieme un qualcosa che ci piace. È un metodo assolutamente poco organizzato, questo è sicuro!

Così come possiamo notare dal titolo, uno dei temi più importanti è la lotta al fenomeno della “cancel culture”. Censurare, o ancora peggio, ostracizzare qualcuno o qualcosa è l’azione più vile che una società moderna possa autorizzare. Tutta la violenza e la rabbia furiosa che riversate nella vostra musica non è altro che il vostro grido di battaglia contro questa orribile situazione. Quanto è importante il sentirsi liberi nella nostra società, dove internet domina tutto, influenzando le nostre scelte ponendoci limiti che non possiamo oltrepassare?

L’album non è incentrato completamente sul fenomeno della “cancel culture”, ma ne prendiamo ispirazione. È più focalizzato sul diretto impatto che le persone che girano attorno alla nostra vita hanno su di noi. Piuttosto che discutere o sminuire persone che non conosciamo, perchè non pensiamo a noi stessi, eliminando dalla nostra vita tutti quelli che ci fanno del male? La “cancel culture” ha due facce per noi. Può essere tanto distruttiva per tutte le persone genuine, che magari hanno fatto qualche stupidata o qualche sbaglio idiota. Ma bisogna dare alla gente l’opportunità di imparare dai propri errori e crescere, piuttosto che ostracizzarla. Ma dall’altra parte, è uno dei più grandi movimenti per chi è stato vittima di abusi, discriminazione o crimini d’odio. Il poter scacciare tutte quelle persone che hanno passato anni e anni ad abusare gli altri ed il sistema e, finalmente, poter farle pagare per le loro azioni. È in questa maniera che può essere visto in una chiave positiva e viene a diventare un fenomeno grandioso. Come società, dovremmo essere rispettati tutti in egual maniera ed avere gli stessi diritti ed opportunità. Questa è la nostra visione, ma, tragicamente, non rispecchia quella che è la realtà del nostro mondo.

“Culling Culture” può essere visto come una valvola di sfogo per ansia, rabbia e frustrazioni, sentimenti che sono, molto spesso, rinchiusi a chiave nelle nostre anime. Pezzi come “Misery” o “Epiphany” sono dei chiari inviti a tirare fuori dal nostro corpo tutte queste emozioni, fregandocene di quello che pensano gli altri. Qual è il valore della musica nel permettere a queste emozioni di fuoriuscire? La musica è il miglior modo per esprimere i nostri sentimenti più profondi?

Sì, per me è sicuramente così. Credo sia proprio per questo che i Vexed sono così rabbiosi nel loro stile musicale. Io non elaboro il dolore e la rabbia nel migliore dei modi, li rinchiudo dentro di me e divento realmente depressa o ansiosa. Quindi il mio unico metodo per razionalizzarli o per trovare un po’ di pace, è quello di trasformarli in musica. È stato un lunghissimo viaggio quello che mi ha portato a imparare a non rendere conto di ciò che gli altri pensano di me. Adesso mi sento veramente libera. Tuttavia è ancora tutto nuovo per me e, a volte, ho ancora qualche brutta giornata. Ed è lì che prendo la penna ed inizio a scrivere, invece di prendermela con me stessa.

Continuando il discorso su “Epiphany”, questa traccia affronta il problema dell’odio verso se stessi, spesso causato dall’ignobile giudizio di quelli che ci vivono attorno. Con la crescita di internet, questo fenomeno si è sviluppato rapidamente, portando molte persone a chiudersi in se stesse. Siete stati capaci di rappresentare questa lotta interna con un fortissimo dialogo che alterna sezioni in growl a intime riflessioni in cantato pulito. Possiamo dire che il vostro obiettivo è quello di far partire un processo di autoaccettazione, specialmente per le persone più deboli?

Internet è diventato un male necessario per i musicisti. Per crescere devi essere su qualsiasi piattaforma possibile, ma con ciò inizia ad arrivare la gente, di cui grossa parte è composta da idioti. Io credo che ci siano anime buone, spledide e genuine in questo mondo. E lo capisco quando mi circondo di queste, ma, tuttavia, sono semre più rare oggigiorno. Internet permette a chiunque di entrare in contatto con te, dicendoti cose che nella vita reale sarebbero inaccettabili. Guardando le immagini di corpi e visi perfetti, la nostra idea di cosa sia normale è stata completamente deturpata e, in risultato, siamo diventati un insieme di persone che odiano sé stesse. Io sono stata vittima al 100% di ciò e, quindi, per me è molto importante far capire che niente di tutto questo è reale. Trascorro ancora giorni in cui mi senti insicura o vulnerabile, allora spengo il telefono e ritorno nel mondo in cui vivo. Valiamo tutti molto più di una foto in una pagina Instagram.

Il vostro concept musicale è assolutamente strepitoso: i primi generi che saltano fuori sono il progressive metal moderno ed il djent, richiamando band come Jinjer e Periphery, specialmente per l’ottimo mix di suoni duri e melodia. Ma possiamo notare anche qualche influenza hip hop/crossover, come in “Fake” o “Narcissist”, due tracce devastanti. Traete ispirazione da qualche band in particolare? Quale genere ha aiutato maggiormente la crescita della vostra identità musicale?

Grazie! I Periphery sono stati, per molti anni, una grossa influenza per la tecnica di scrittura di Jay, è un fan del modo di suonare di Jake Bowen, per questo molte volte prende ispirazione da lui. Tuttavia, non vogliamo restare impantanati nella scena progressive metal poiché non è abbastanza soddisfacente, per noi, essere legati ad un singolo genere. Quando abbiamo iniziato il progetto Vexed, ci siamo accordati sul fatto che avremmo scritto solo ciò che suonava bene alle nostre orecchie e che non avremmo provato ad incanalarci in un sound preciso. Le band che ascoltiamo sono Emmure, Thy Art Is Murder, King 810, Alpha Wolf e Hacktivist, così come molti altri. Ma siamo attratti da un grosso range musicale che comprende rap, grime, hip hop, trap, pop e altro. Questo viene fuori in alcune parti dell’album e sono proprio questi generi che hanno aiutato a definire noi stessi e a non essere timorosi nel provare qualcosa di diverso.

Per concludere l’analisi dell’album, possiamo dire che “Culling Culture” sia una sorta di manuale d’azione per affrontare la crudeltà della nostra società?

Credo che molti interpreteranno l’album in questo modo, che è, in fin dei conti, una buona maniera di descriverlo. Ma per me personalmente, è la prova che, trasformare il dolore e la negatività in carburante per il tuo stesso successo, funziona realmente. Non permettere che l’odio ti distrugga, lascia che sia la motivazione per ottenere una vita migliore e per compiere scelte più ponderate. “Culling Culture” è la testimonianza di come rimuovere gli esseri negativi dalla tua vita ed il prendersi cura di sé stessi sono la migliore scelta che puoi fare per il tuo benessere.

Come la maggior parte di band emergenti, avrete sicuramente vissuto il mondo dell’underground musicale, un trampolino di lancio costruito con sacrifici e duro lavoro. Emergere non è affatto semplice, ma quando raggiungi il traguardo, la soddisfazione è incommensurabile. Nel vostro caso, la firma per Napalm Records deve essere stata una splendida sorpresa. Cosa vuol dire, per voi, aver raggiunto questo importante obiettivo? Secondo voi, con l’avvento di internet e delle piattaforme di streaming musicale, emergere artisticamente è più facile? Oppure l’elevata fruibilità della musica è causa della nascita di numerose band simili tra loro, che vanno ad oscurare quelle realmente talentuose?

Abbiamo passato più di dieci anni cercando di far decollare vecchie band ed è stato terribile continuare a non vederle andare da nessuna parte. Entrare a far parte di una label non significa che ce l’hai fatta e, molte volte, non è necessario per avere successo, ma è un qualcosa a cui ho sempre aspirato e che ho sempre sognato di raggiungere. Quindi, quando abbiamo firmato per Napalm è stato un sogno che si è avverato, ma che non si è ancora completamente realizzato. Credo, personalmente, che sia più difficile per una band emergere ed avere i giusti meriti oggigiorno. Chiunque adesso ha una band e, quindi, le piattaforme sono strapiene di gente che cerca di far ascoltare la propria musica. Il che è ottimo, ma rende la vita difficile alle band realmente talentuose e meritevoli di successo.

La pandemia sembra aver allentato la morsa sulle nostre vite e l’aumento delle vaccinazioni mostrano un futuro più limpido. Anche il mondo della musica torna a sorridere: state pianificando un tour promozionale per “Culling Culture” il prima possibile? Qual è il palco dei vostri sogni?

Sì, speriamo di organizzare qualcosa per la fine dell’anno, ma non c’è ancora nulla di sicuro dato che il nostro lockdown è stato posticipato di due settimane e non abbiamo ancora le conferme di cui abbiamo bisogno. Ma, incrociando le dita, dovremmo annunciare qualcosa molto presto. Vogliamo solo poter esibirci di nuovo! Il nostro palco dei sogni, al momento, potrebbe essere qualsiasi (ride ndr). Abbiamo solo voglia di suonare live.

Grazie per il vostro tempo, è stato divertente fare quattro chiacchiere con voi, spero di vedervi presto nel nostro Paese! Un’ultima richiesta: volete lasciare un messaggio ai vostri fan italiani ed ai nostri lettori? Ciao!

Grazie mille per aver parlato con noi. Abbiamo veramente apprezzato il tuo tempo, il tuo supporto e le tue belle parole. A chiunque abbia dato un ascolto a “Culling Culture” o abbia visto i nostri video, grazie veramente, speriamo di poter suonare presto in Italia.

—ENGLISH VERSION—

Hi guys and welcome to SpazioRock! How are you doing? Your new record’s been out for few days now, how are you feeling?

Thank you for speaking with us. We are doing okay thank you. We’re so excited to have the album out, finally! It’s been a very long time in the waiting and so it’s a mixture of excitement and relief.

“Culling Culture” is the title of your first studio album, a very important achievement for you and for your musical career. The first thing that strikes you is the artwork, a sort of “danger zone” advice for the listeners, a clear sign that precedes a musical minefield. Who designed it?

The mastermind behind the artwork is Rui Carneiro. He’s an incredibly talented artist who we discovered online. He’s worked with some big names and smaller names, but each piece he does is always equally as epic, no matter the bands stature. We were really struggling for ideas when it came to the album design but we knew we wanted it to be aggressive and loud looking. After listening to the album, Rui delivered what is now the album cover! He summed up the sound in a visual form so perfectly and we’re all so proud of it.

The pandemic radically changed our lifestyles during the past year, but I noticed that a lot of musicians have taken advantage from this hard period focusing more on their work: how did you approach to that period, musically speaking? Has the pandemic influenced the songwriting for “Culling Culture”?

So the album was actually written and recorded way before the pandemic. We finished recording it back in 2019 and then went on a small UK tour at the beginning of 2020 with plans to release it later in the year. Obviously that didn’t happen as covid had other plans! It’s been really rough trying to find inspiration to write more music when what we wanted to release was delayed in coming out. I don’t think the pandemic helped us with inspiration for writing, I think it had the opposite effect, so we decided to put all our focus into our music videos instead.

Your sound is really strong and stratified, as well as your songwriting, varied and full of important themes. How do you write your songs? Do you start from scratch, with jam or something like that? Or is there a mastermind among you who compose the songs?

Thank you so much! There’s not one technique or secret to writing our music, they each happen in a different way. But I suppose overall we usually start with a riff or a vocal ‘hook’ and then build around it. We’ve rarely written a song from the start through to the end. We always tend to jump from different sections until we piece something together that we’re happy with. It’s definitely not organised that’s for sure!

As we can see from the title, one of the most important themes of the album is the fight against the “cancel culture” phenomenon. Censoring, or even worse ostracizing, is the meanest thing that a modern society can allow. All the violence and the ferocious anger you pour in your music is nothing but your battle scream against this horridous situation. How important is to feel free in the modern society, where internet rules everything influencing our choices and building limits we can’t cross?

So the album isn’t really about the Cancel Culture Phenomenon, we took inspiration from that, but it’s more about the direct impact those in your own life have on you. Instead of arguing with or belittling people who you don’t even know, why not take a look at yourself and cancel those in your own life that actually do you harm. Cancel culture is a 50/50 thing for us. It can be so damaging to people who are genuinely good people, who maybe have just been stupid or made ignorant mistakes. But you have to give people an opportunity to learn from their mistakes and grow instead of just ostracizing them. But on the other hand, it’s the most incredible movement for those who have been victims of abuse, discrimination or hate crimes. Outing people who have spent decades abusing others and the system and finally making them be accountable for their actions. That’s when it’s positively powerful and the most amazing phenomenon. As a society we should all be equally respected and have equal rights and opportunities. That’s how we view everyone, but tragically that just isn’t that reality of our world.

“Culling Culture” can be seen as a relief valve for anxiety, anger and frustrations, feelings that are too often locked up in our souls. Tracks like “Misery” or “Epiphany” are clear invitations to let all this things out of our body, not caring what other people think. What is the value of music in allowing difficult emotions to flow? Is music the best way to express our deepest feelings?

Yes, for me personally it is. I think that’s why VEXED is so angry and aggressive in its style of music. I don’t process pain and anger well, I internalise it and become really depressed or anxious. So my only way of rationalising it or finding any peace is by turning it into music. It’s been a lifelong journey learning how not to care about what anyone thinks of me. I now feel so liberated and free. However I am still new to it and so sometimes I do still have a bad day here and there. That’s when I now pick up a pen and start writing, instead of taking it out on myself.

Talking about “Epiphany”, this track faces the complex problem of self-loathing, often caused by the mean judgement of those who live around us. With the developing of the internet, this phenomenon has grown immoderately, leading a lot of people to retreat within themselves. You were able to represent this inner fight with a strong dialogue that alternates infernal growl sections and intimate reflections in clean singing. Can we say that your goal to be achieved is to start a process of self acceptance, especially for weak people?

The internet has become a necessary evil for musicians. In order to grow you need to be on every platform possible, but with that comes people, and a huge percentage of the population are just assholes. I do believe there are wonderful, kind and genuine souls on this earth. In fact I know there are as I surround myself with them, however, they are less and less common nowadays. The internet allows anyone to access you and say or do anything that in normal life wouldn’t be acceptable. Looking at images of “perfect” faces and bodies, our ideas of what is normal has become completely warped and as a result we’re a nation of people who hate themselves. I was 100% a victim of this and so it’s very important for me to make it known that none of that shit is real. I still have days where I feel insecure or vulnerable but that’s when I will turn my phone off and just be present with the real world. We are all worth so much more than fucking square tile on an Instagram page.

Your musical concept is amazing: the first genres that pop out are modern progressive metal and djent, reminding band like Jinjer and Periphery, especially for the great mixture of harsh sounds and melody. But there are also some hip hop/crossover influences, such as in “Fake” or “Narcissist”, two terrific songs. Are you inspired by any band in particular? Which genres helped the most to build your own musical identity?

Thank you! Periphery have been an influence in Jays writing for many years now, he’s a fan of Jake Bowen’s playing style and so sometimes he will take inspiration from him. However, we didn’t want to get stuck in the progressive metal scene as it’s not satisfying enough for us to just be tied down to one genre. When we started VEXED we agreed that we would just write what we thought sounded good and not try to be boxed off in any particular sound. Heavy bands we listen to are Emmure, Thy art is Murder, King 810, Alpha Wolf and Hacktivist, as well as many more. But we’re all into a huge range of music like rap, grime, hip-hop, trap, pop etc. So I think that shows in some places across the album and it’s those genres that really helped us define ourselves and not be afraid to try something different.

To conclude the album analysis, can we say that “Culling Culture” is a sort of manual to face the cruelty of our society?

I suppose some people may interpret it that way, which is quite a good way of describing it. But for myself personally it’s a way of proving that using pain and negativity as a fuel for your own success really works. Don’t let hatred destroy you, let it be the motivation towards a better life for yourself and to making better choices. Culling Culture is proof that removing negative people from your life and looking after yourself first is the best thing you can do for your own mental well-being and life.

As the majority of the emerging bands, you surely lived the underground world of music, a stepping stone built over sacrifices and hard work. Emerging is not simple, but when you reach the target, the satisfaction is immeasurable. In your case, signing for Napalm Records must have been a wonderful gratification. What does it mean to you to reach such an important achievement? With the advent of the internet and of the musical streaming platforms, is emerging artistically easier in your opinion? Or is the high usability of music the cause of the growth of numerous similar bands, obscuring the real talented ones?

We spent over a decade trying to get old bands off the ground and it was soul crushing when they continued to go nowhere. Being signed to a label doesn’t mean you’ve ‘made it’ and it’s not always necessary for being successful, but it’s something I’ve always personally aspired for and wanted to achieve. So when we signed to Napalm it was just an absolute dream come true and really still hasn’t sunk in. I personally think it’s more difficult to stand out now and for bands to get the recognition they deserve. Everyone and their Nan is in a band nowadays and so the platforms are over saturated with people shouting for their music to be heard. Which is great! But also really difficult for bands who are genuinely talented and deserve success to be noticed.

The pandemic seems to be loosening its grip on our lifes and the increase of vaccinations shows a bright future. Also the music world returns to smile: are you planning a promotional tour for “Culling Culture” as soon as possible? What’s your dream stage?

Yes, we’re hoping to have something organised for the end of the year, but nothing is set in stone yet as our lockdown has been delayed by a couple of weeks and we just haven’t had the confirmation we need. But fingers crossed we’ll be able announce something soon. All we want is to be able to perform again! Our dream stage right now would be anything haha. We just want to be able to play shows.

Thank you for your time, it was fun to have a chat with you, hope to see you soon in our country! One last question: do you want to leave a message to your Italian fans and to our readers? Ciao!

Thank you so much for wanting to speak with us. We really do appreciate your time, support and kind words.
To anyone who’s taken the time to listen to Culling Culture or watch our music videos, thank you so much and we hope to be able to play a show in Italy soon.

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