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Intervista – Manuel Rinaldi (Manuel Rinaldi)

ManuelRinaldi intervista 01 2015

Innanzitutto un saluto Manuel.
Un album non si fa mai per caso; dunque dietro questo tuo "10 Minuti" ci saranno delle cause e delle voglie che ti hanno spinto a costruire un disco. Quali sono le principali spinte dietro il tuo lavoro? Ciao Valerio,
fin da molto piccolo la musica è stata una mia grande passione e una grande passione è stata ed è tutt'ora la musica rock. Pensa che nel 1998 fondai con un caro amico una band dallo stile punk-rock con cui riuscimmo ad avere un contratto discografico con un'etichetta molto importante, la EMI. Da quel preciso momento ho capito che la musica avrebbe sempre fatto parte della mia vita nel bene e nel male. Ho cavalcato diverse esperienze, collaborato con grandi artisti, musicisti, discografici e produttori ma, quando nella musica oltrepassi quella linea per cui, scegli di voler far arrivare le tue canzoni al pubblico, incominciano a uscire una serie di fattori che ti vincolano a un sistema. Mi spiego meglio: in Italia se vuoi cercare di vendere la tua musica devi assolutamente avere prima visibilità al di là delle capacità. La visibilità te la danno i grandi network radiofonici e televisivi che detengono un “monopolio” mediatico importante. A questo punto inizia ad attivarsi la macchina fatta di (talent)-scout, produttori, discografici e chi più ne ha più ne metta, che ti invadono la testa di decaloghi a cui ti devi attenere per far si che il tuo prodotto sia il più vendibile possibile alla massa. A questo punto accade che se tu non sei fermamente convinto di dove vuoi arrivare e come (cosa molto difficile per chi si affaccia per le prime volte al mercato musicale) diventi inevitabilmente merce da banco e non artista. Ti lasci convincere credendo che se gente che lo fa di mestiere te lo dice vuol dire che è perchè ne sa qualcosa. Niente di più falso. Pian piano snaturi la tua vera essenza e fai quello che gli altri ti dicono di fare, non perchè lo senti veramente. E' successo anche a me nel 2009 quando mi feci “convincere” a cavalcare un onda pop/dance quando in realtà non mi apparteneva e non mi è mai appartenuta, solo perchè in quel momento “funzionava una tal cosa”. Feci uscire un singolo collaborando con chi non aveva la benchè minima idea di chi fossi realmente e di quale fosse la mia vera essenza di artista, solo per i loro interessi ovviamente, lo scoprii in seguito. Da lì ho attraversato un periodo buio dal punto di vista artistico e mi sono fermato a riflettere per capire dove volevo andare. Il risultato è “10 minuti”. Un disco che non segue una moda, una sonorità preconfezionata, una scrittura guidata ma bensì un disco vero, alla mia maniera che racconta la vita come voglio io. La voglia di questo disco è stata quella di far uscire la mia vera arte senza filtri e la spinta che mi aiuta ad andare avanti è credere continuamente che la musica rock e  il modo sfacciato di interpretarla esisterà sempre, anche se, al momento la stanno sopprimendo ma è solo questione di tempo, il tempo delle canzoni “tutte uguali” ha i giorni contati. Per tutto l'album siamo pervasi da sonorità brit rock con una punta di cantautorato italiano: quali sono le tue ispirazioni e motivazioni compositive principali, e quali, in tal senso, i tuoi obiettivi? Ho ascoltato parecchia musica fin da bambino partendo dai grandi del rock: Pink Floyd, Deep Purple, Led Zeppelin, Genesis, Ramones, Clash, Sex Pistols, Beatles, Doors fino a Green Day, Cure, Muse, Blur, Killers, Nirvana, Ben Harper, Coldplay, Radiohead, Smashing Punkmpkins, Arctic Monkeys ed anche italiani tra cui Vasco, Battiato, Rino Gaetano, Battisti, Caparezza ecc..
Tutti questi sono artisti che hanno avuto e hanno un loro modo di dire le cose, alla loro maniera. Il mio obiettivo è quello di rimanere autentico cercando sempre di fare ciò che mi piace e come voglio io, alla mia maniera. La tematica preponderante dell'album è la canzone leggera e il testo provocatorio.
Cosa ti ha spinto a dar sfogo alla tua ironia d'autore, e quali credi o speri saranno gli effetti?
 Quando ho deciso che era giunto il momento di scrivere il mio disco avevo all'incirca 3 brani finiti con testo e musica. Sentivo comunque l'esigenza di collaborare inizialmente con qualcuno che non provenisse dall'ambiente musicale, che sapesse darmi idee e vedere le cose da un'altra prospettiva. Chiamai così Stefano Leonardi, un caro amico che ha una dote, ovvero quella di scrivere dicendo cose ovvie in una maniera non banale (non semplice direi, solitamente le cose ovvie potrebbero risultare banali se non vengono affrontate con un approccio differente). Con lui, che ha partecipato alla composizione di diverse canzoni dell'album, ho dato vita a questo modo di dire le cose: ironia, provocazione, verità. Per arrivare alla gente devi dire cose vere, non prenderti troppo sul serio, suscitare interesse. Ecco spero siano questi gli effetti.

Alcune track in particolare presentano tematiche briose e talvolta taglienti.
Cosa c'è dietro canzoni apparentemente lievi come "Cioccolata", e dietro a titoli più peculiarmente emblematici come "L'Ego-Sistema" o "Anonimato Garantito" ?

Cioccolata è un brano che parla di un momento di difficoltà in cui stilo un decalogo di “credenze” che mi servono per farmi andare avanti; la vita spesso è dura e se non ti appendi a delle certezze è davvero difficile sopportarla delle volte, poi però mi dico che è ora anche di essere leggeri e la cioccolata può avere effetti stimolanti per il mio corpo e farmi dimenticare il momento che sto vivendo, mi può addolcire e eccitare a tal punto che potresti arrivare tu e possiamo incominciare a fare tutte quelle cose che mi immagino, ma che qui ora non si possono dire, questo è il senso. L'ego-sistema è quella “zona confort” in cui ti rifugi quando non sei proprio centrato, quando sei in balia degli eventi devi per forza mettere in moto il sistema dell'ego o L'ego-sistema che ti da una mano a sopportare i momenti più duri, è “una spinta da dentro per far fronte ad un problema” come dice la canzone. L'anonimato garantito è molto profonda, ti devi mettere lì ed entrare nel mood giusto perchè questo è un pezzo davvero forte. Quando ripeti sempre le stesse cose, commetti sempre gli stessi errori e non trai giovamento da essi, quando non vuoi mai cambiare il tuo stato entri inevitabilmente nell'anonimato garantito, quella zona dove se ti insabbi poi è difficile uscirne. L'unico modo per farlo è darsi una mossa e non stare fermi, perchè se aspetti che caschi la luna allora hai già un piede nella fossa ed è un attimo farci scivolare dentro anche l'altro piede. Se riesci a fare questo allora non sei più l'anonimato garantito e non avrai più prurito, cioè la tua vita cambierà in meglio.

A livello musicale e strumentale emerge un coerente cantato laid-back e gustose chitarre distorte. A chi dobbiamo un'atmosfera così frizzante? Pur riconoscendone le doti tecniche e timbriche, non ho mai adorato particolarmente quei cantanti troppo cantanti, cioè quelli che puntano tutto sull'estensione vocale e quindi sulla tecnica perchè mi stancano, dopo 2 canzoni so già come saranno le prossime. E' come andare ad un'esibizione di karaoke in cui ci sarà sempre quello che arriva e comincia a esibire le sue talentuose corde vocali. Amo chi mi coinvolge con un atteggiamento, un modo e un'interpretazione, chi mi fa arrivare le cose alla sua maniera come lo fa Vasco, Battiato e come lo faceva Battisti. Loro sono e erano cantanti non cantanti, è così sono io: un cantante non cantante che canta a modo suo. Le chitarre ci devono essere e devono essere distorte per far arrivare di più i concetti, devono graffiare, sporcare. Nasco come chitarrista e quindi questo strumento ha una parte fondamentale nelle mie composizioni, creo con la chitarra tutte le mie canzoni, quindi grazie chitarre per far parte della mia vita!

Critici ed ascoltatori possono fare le loro supposizioni, ma la prossima domanda è qualcosa che solo l'artista originale sa veramente. A chi consiglieresti l'ascolto del tuo album, e perchè? Da chi è composto il tuo pubblico? Se hai voglia di ascoltare qualcosa con della sostanza riflettendoci un pò sù allora puoi avere un approccio a questo disco, puoi anche viverlo con leggerezza, alcuni brani possono anche farti sorridere ma ricorda che se prosegui nell'ascolto leggendo tra le righe e andando a fondo sui temi trattati, è un disco che ti fa riflettere. E' un disco per tutti quelli che hanno voglia di sentirsi dire le cose con ironia, provocazione ma sempre con verità e senza filtri. Questo è il mio pubblico, tutti e nessuno.

Prendo spunto da un'altra canzone del tuo disco per ricollegarmi ad una domanda più generale sul Manuel Rinaldi uomo. In "Continua A Suonare" è evidente l'amore e il ruolo che dai alla musica nella tua vita, in un mare di allegorie come "Il batterista del cielo". Quanto e come si destreggia Manuel Rinaldi con la musica (in tutti i suoi aspetti) nel suo privato?  A casa mia ho un piccolo studio in cui faccio le pre-produzioni delle mie canzoni (i provini insomma) e qui mi rinchiudo per gran parte del tempo. E' il mio spazio di vita in cui rifugio gran parte delle mie emozioni. Girando per casa ci sono diverse chitarre e ogni giorno ne prendo in mano una e comincio a suonare qualcosa senza un filo logico, canticchio una melodia inventata e così prende vita una potenziale canzone. Poi quando ho trovato un bel giro di accordi comincio a pensare a un concetto che in quel momento ho a cuore, che in quel momento fa parte della mia vita, che mi emoziona e per cui vale la pena parlarne, il tutto in maniera molto naturale senza forzature. Le mie canzoni nascono in breve tempo, vanno via lisce se devono uscire, quindi sono sincere. Quando invece ci impiegano troppo tempo significa che non sono canzoni e vanno lasciate li a riposare perchè non sono ancora pronte. Tanto vale passare ad altro piuttosto che perdere tempo su un qualcosa che non se la sente di venire fuori; il concetto è semplice, niente forzature, le cose hanno bisogno di fare il loro percorso, così come le canzoni.

Stiamo quasi chiudendo, e dunque dobbiamo proprio domandarti: cos'ha intenzione di fare Manuel Rinaldi in futuro?  Quello che sto facendo, musica! A fine Aprile uscirà il nuovo singolo accompagnato da un videoclip (non ti posso dire quale sarà la canzone, così ci sarà modo di parlarne per una prossima intervista) e sto lavorando per il nuovo album che riserverà grandi sorprese! Quindi come vedi non mollo un cazzo!
Un sentito ringraziamento per le risposte e la disponibilità! Rinnovando l'in bocca al lupo per il tuo album, prima di salutarci, permettimi di chiudere con una curiosità che farà felici i più ficcanaso: chi è Adele? Grazie a te per le domande non banali, vere e originali, proprio di chi ha voluto ascoltare il disco e approfondirlo. Come mi piacciono questi giornalisti. Chi è Adele? Lo chiedo a voi, chi sarà mai Adele? “Adele semplicemente Adele, tutto gira intorno al tuo nome”.

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