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MetalDays festival: la vacanza heavy che non ti aspetti

Metaldays. Un nome che dopo ormai due edizioni passate e una incombente faccio ancora fatica ad usare. Ho messo piede per la prima volta a Tolmin nel 2009, quando ancora non avevo una macchina mia e mi dovette accompagnare mio padre da Bologna, per poi tornarci a prendere una settimana dopo. A quel tempo ero giovane e ingenua, con pochi soldi da gestire, una tenda che non sapevo montare, un sacco a pelo e uno zaino. Mai vista tanta pioggia concentrata in una settimana come quell'anno. Pioveva mentre montavamo la tenda, pioveva mentre la smontavamo. Fu una settimana delirante che ci insegnò però una cosa: al Metal Camp, nome che tuttora uso, anche se ormai non esiste più, puoi sempre contare sui vicini di tenda.

Dal 2009 non manco un'edizione. Ne ho viste di cotte e di crude, dagli atti osceni (sta a voi provare ad indovinare cosa) nel moshpit durante i Satyricon al circle pit attorno torre del mixer e tenda bar lo scorso anno durante gli Heaven Shall Burn. E come quasi tutti, mi sono fatta trascinare dalla ricerca del leggendario Marjan, e ancora lo cerco, nonostante si sia scoperta la verità sulla sua presunta scomparsa. Se non conoscete la leggenda di Marjan, vi basti sapere che pare che durante la prima edizione sia scomparso un ragazzo nel bosco, tal Marjan appunto. In realtà si era addormentato appoggiato ad un albero mentre era intento ad espletare i propri bisogni, ma rimane il fatto che c'è chi ancora lo cerca. Ormai fa parte del folklore locale.

Mi sono abituata talmente tanto all'idea di andare al Metal Days che non dico programmo tutto l'anno attorno a questo evento, ma poco ci manca, quasi fosse un "banale" luogo di villeggiatura sulle Dolomiti. Negli anni ho accumulato abbastanza attrezzatura da poter dire che mi manca solo la colf e poi è come stare a casa, ma una casa senza corrente elettrica, senza acqua e senza gas metano, per cui sotto di risparmio energetico totale, docce fredde e bombolette di gas propano per il fornelletto che ogni anno si accumulano, ma da brava italiana, io alla pasta e al caffè non rinuncio. Sono brava a rinunciare a molte cose (dieta equilibrata tra queste) ma al caffè proprio non ce la faccio. E per quanto ormai gli stand siano tutti attivi per la preparazione del caffè, mi dispiace ma alla mattina la mia piscina di caffeina non me la toglie nessuno.

Mi sono abituata a vedere certi personaggi che ormai come me vengono tutti gli anni, gli stessi stand con gli stessi venditori, gli stessi ragazzi che fanno i volontari, il pizzaiolo di Gorizia sempre perennemente assediato che sforna pizze margherite come se non ci fosse un domani, la coda alle docce la mattina più lunga della coda agli stand del cibo nei momenti di punta, alle processioni verso i punti di raccolta della spazzatura con sacchi enormi… tante piccole cose che, messe insieme, danno una strana sensazione di benessere in un luogo dove il benessere va veramente fuori dalla finestra. La birra costa meno dell'acqua ed il cibo fritto abbonda, fate un po' voi, però lo stesso si sta bene. C'è della quotidianità al Metal Days, fatta da gente che non vuole che gli si rompa le scatole, che viene per godersi un concerto e che se per caso inciampa e ti sfiora ti chiede scusa in almeno due lingue diverse prima di capire che è meglio parlare inglese.

Mi sono abituata all'idea che i primi giorni dormire è difficile. Una delle costanti delle prime notti è che parecchia gente non ha proprio voglia di dormire e se ne va a zonzo per il campo, solitamente ubriaca, a far casino. Fastidioso? Sì, lo è, ma nulla che non si possa combattere con un bel paio di tappi per le orecchie (in vendita all'infopoint per la modica cifra di 50 centesimi, da cui ci si separa volentieri pur di riuscire a dormire) ma ormai so anche che, a partire dal terzo giorno in avanti, i raminghi casinari calano drasticamente e si riesce a dormire in pace.

E ormai so che il meteo è totalmente inaffidabile per cui assieme a pantaloncini, canottiera e infradito caccio nello zaino calzettoni, jeans, almeno una felpa e gli anfibi. Così, tanto per stare sul sicuro.

Tutte cose che sono frutto di anni di esperienza, cose che ho visto e rivisto e che ormai considero normali, ma ogni anno qualche cosa cambia. Generalmente in meglio. Due anni fa la grande novità è stato dato dal cambiamento del metodo di pagamento: fino al 2012 si scambiavano contanti con coupon validi per tutti gli stand alimentari, dall'anno seguente si è invece introdotta una carta prepagata su cui si possono caricare fino a 100 euro alla volta, utilizzabile sempre negli stand dell'organizzazione. Cosa a parte per il merchandise e i venditori esterni, dove ancora regna il contante. Lo scorso anno è stato aggiunto un tendone con al suo interno un supermercato temporaneo grazie a degli accordi con una nota catena slovena di super e ipermercati (come la Coop, o la Conad per dire), con prezzi più che abbordabili.

Sono state aggiunte infrastrutture, come le docce calde (a pagamento ovviamente) e i servizi igienici ad acqua corrente (sempre a pagamento) ma a quanto pare questi ultimi non hanno dato grossi risultati tanto che la stragrande maggioranza della gente continuava tranquilla coi bagni chimici. Non sempre tutti i cambiamenti hanno avuto fortuna; per esempio la scelta lo scorso anno di cambiare fornitura della birra. Sì va bene, la Budweisser non è male, ma credo di non essere stata l'unica che ha esultato a vedere campeggiare il nome Lasko tra gli sponsor, mesi fa.

Insomma, tutto questo per dire cosa?

Che ormai il Metal Days, è più di un festival musicale per molte persone. Col tempo si è trasformato in un luogo dove staccare la spina, un posto dove accantonare per una settimana le responsabilità e gli obblighi della vita di tutti i giorni e che ti da la possibilità di far cose che non ti sogneresti mai di fare nella vita reale. Hai un libro grosso come un mattone sul comodino da un anno e ne vuoi approfittare per leggerlo? Puoi farlo, e nessuno ti romperà le scatole. Vuoi rilassarti e prendere il sole? C'è la spiaggia! Ti vuoi semplicemente godere una settimana di sole (si spera), svacco, relax e musica con i tuoi amici e perchè no anche la tua famiglia? Il posto è quello giusto, hanno anche istituito l'asilo! E per chi non vuole rinunciare alla forma fisica, alle sette giù in spiaggia fanno lezioni di yoga. Anche i vegani sono i benvenuti, c'è lo stand apposito per loro, che fa alcuni dei panini più gustosi che si possano trovare in tutto il camping. Si può scegliere se stare tutta la settimana (con possibilità di arrivare anche due giorni prima, pagando un sovrapprezzo) tre giorni o anche uno solo, lo spazio non manca, ma vige la regola del "chi prima arriva meglio alloggia". Va detto che anche nel malaugurato caso vi ritroviate a piantar la tenda di fianco al cimitero, ovvero il limite invalicabile dell'area camping, da lì al palco sono circa quindici minuti a piedi, per cui non è una gran fatica.

C'è libertà quasi infinita, con alcuni paletti imposti dal buon senso e dalla legge (anche se quelli sono tutto sommato facilmente aggirabili, benchè ogni tanto passi la polizia a cavallo), e a parte qualche indicazione generale di buon vivere comune (l'organizzazione da sempre spinge molto sulla pulizia e lo smaltimento corretto dei rifiuti, tant'è che forniscono loro stessi i sacchi per la spazzatura) e finora non mi è mai capitato di incappare in brutte esperienze per colpa di un vicino troppo fastidioso, anzi.

Probabilmente la mia opinione è schermata dal fatto che ormai mi sono innamorata del posto e della sua atmosfera, non sono particolarmente obiettiva forse, ma sono ormai giunta al punto che la bill è il meno, per quanto mi riguarda. Un piacevolissimo accessorio fatto di heavy metal in quasi tutte le sue sfaccettature, dalle tre del pomeriggio alle due di notte, con interruzioni solo per il cambio palco. Un avvicendarsi continuo di band più o meno note, dai grandi big agli emergenti, cui viene dedicato un palco intero finchè, calata la notte, anche il secondo palco diventa sede di concerti di grandi nomi, vedi lo scorso anno Vader, Suffucation e Possessed.
Ormal il Metal Days è più di un festival, è una seconda casa per oltre diecimila metallari che ogni anno ci piantano le tende.

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