Dopo l’abolizione della storica sentenza Roe v. Wade del 1973 con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva legalizzato l’aborto negli Usa, le polemiche e le manifestazioni di dissenso si sono diffuse in tutto il mondo, anche in quello della musica.

Molto critici i Rage Against The Machine, i quali hanno condannato fermamente la decisione presa dalla Corte Suprema di non riconoscere più il diritto all’aborto come un diritto garantito dalla Costituzione:

Siamo disgustati dall’abrogazione della Roe V. Wade e dall’impatto devastante che avrà su decine di milioni di persone. Più della metà del Paese (26 Stati) probabilmente vieterà o limiterà seriamente l’aborto molto presto, se non immediatamente, con un impatto sproporzionato sulle comunità BIPOC [Black, Indigenous and People of Color, n.d.r.] povere, operaie e prive di documenti.

La sentenza infatti rischia seriamente di mettere in crisi un sistema che durava da quasi cinquant’anni, ponendo molti dubbi sulla salute di delle donne statunitensi. Proprio per quasto motivo, i RATM destineranno interamente ad organizzazioni per salvaguardare i diritti riproduttivi delle donne in Wisconsin e Illinois tutti i proventi della vendita dei biglietti di alcuni concerti della band. Secondo il post sui social, i Rage Against The Machine hanno raccolto 475.000 dollari per la causa che ha riacceso il dibattito sul diritto all’aborto a livello globale.

 

Comments are closed.