DETESTOR fulgur
RECENSIONI

Detestor – Fulgor

I Detestor sono una thrash-core band italiana che ha visto la luce nel lontano 1986 e che ha avuto come apice di carriera gli anni novanta, anni in cui hanno rilasciato i primi due album intitolati “In The Circle Of Time” e “Red Sand” ed in cui hanno fatto da supporto a band del calibro dei Sadist, Vader e Malevolent Creation Purtroppo nel 2001, la band, mentre era al lavoro sul nuovo album (si, proprio questo album), decide di sciogliersi  e di riunirsi solamente nel 2010 per continuare la strada che si era intrapresa  nove anni prima. La formazione attuale vede Jaiko e Niki alternarsi alla voce, Ale P. al basso, Loris alla chitarra mentre la batteria registrata in studio da Rigel è suonata dal vivo dal nuovo batterista L.O.Fog.

Ma com’è questo “Fulgor”, in fin dei conti? Partendo dal presupposto che non avevo mai sentito nominare i Detestor, è presto detto: l’album è un concentrato di thrash, metalcore e a tratti death. Riff di quest’ultimo genere sono ben evidenti in numerose tracce e il blast-beat a tratti black metal non fa altro che incorniciare ed amalgamare la commistione di sonorità. Il platter, composto di dieci tracce, è pieno di ottimi spunti e di varietà, l’unica cosa a non avermi convinto appieno è il cantato. Ok, al microfono si alternano Jaiko e Niki, ma entrambi mi sembra non diano una grande prova canora; le parti aggressive e violente in screaming a tratti mi sembrano slavate e non ben definite, mentre risultano piacevoli passaggi più prettamente growl. Gli attacchi in clean vocals e meno sporchi mi sembrano altrettanto non riusciti esattamente come la controparte screaming. Purtroppo questo incide molto sulla risultante dell’album e non fa altro che rendere più faticante e claudicante l’ascolto (sarà anche causa dell’effettistica usata?). Ho trovato piacevoli gli assoli, son ben eseguiti e in generale proprio tutta la parte strumentista fa il suo sporco dovere.

Un ritorno sulle scene dopo nove anni, c’è chi se lo aspettava, chi se lo augurava e chi ormai aveva perso le speranze e le memorie di questa band. Il risultato del ritorno è zoppicante, non incide e non rimane impresso come invece dovrebbe. Insomma, non proprio un rientro sugli scudi.

Tracklist

01.God Is Empty          
02.The Wrong Way          
03.Boot Shaped Country          
04.Free Of Cry          
05.I Fell Disgusted          
06.The Human Race          
07.Regression          
08.Nobody Stops Me          
09.Finished          
10.Fulgor