Ciao Tim! Comincerei dicendoti che è un piacere scambiare qualche parola con te. Complimenti per gli obiettivi che hai raggiunto nella tua lunga carriera, e per essere diventato una delle figure più importanti dell'art rock inglese.
Ti ringrazio!
Come descriveresti il tuo progetto a un nuovo ascoltatore? Dimmi qualcosa sul suo nome: perché "Henry Fool"?
"Men Singing" può essere descritto come una combinazione completamente strumentale di influenze di jazz rock, psichedelia, progressive e rock atmosferico contemporaneo. Abbiamo preso il nome della band da un ottimo film del 1997, chiamato per l'appunto Henry Fool, che è stato diretto da Hal Hartley. E' un film che piaceva a tutti i membri della band, ma era soltanto uno di dieci nomi di una lista. Anche se non era il nome preferito di nessuno, ha vinto grazie ai nostri complicati sistemi proporzionali di rappresentazione. Democrazia in azione!
Ascoltare "Men Singing" e scoprire che è un lavoro completamente strumentale è stato abbastanza sorprendente! E oltre alla title track, anche gli altri pezzi hanno titoli piuttosto enigmatici. Puoi spiegarmi cosa c'è dietro titoli come "Chic Hippo", "Everyone In Sweden", "My Favourite Zombie Dream"?
Penso che il fatto che il disco sia strumentale ci abbia permesso di scegliere titoli più umoristici ed enigmatici. Alcuni dei titoli affondano le loro radici in battute fatte tra noi membri della band, altri sono un tentativo astratto di descrivere i pezzi. Il titolo dell'album è intenzionalmente ironico, perché credo che un album strumentale fosse l'ultima cosa che la gente si sarebbe aspettata da me.
Sono passati più di dieci anni dall'uscita del vostro primo album. Nonostante ciò "Men Singing" suona come se fosse venuto su spontaneamente, durante una jam session, senza essere stato pianificato nel tempo. Perché avete preso una pausa così lunga? Avete avuto bisogno di tempo per rifinire le vostre composizioni, o semplicemente siete stati troppo impegnati con altri progetti?
Ci sono molte ragioni per questa lunga pausa di dodici anni tra i due dischi. La prima, come hai detto tu, è stata che siamo stati tutti impegnati in altri progetti, incluso il fatto che gran parte della band Henry Fool suona live con i No-Man. La seconda è che, anche se abbiamo scritto un sacco di cose negli anni, per varie ragioni non abbiamo mai trovato il modo di strutturare e rilasciare quella che era una collezione di materiale veramente molto variegata. Il terzo e forse più importante motivo è stato che abbiamo registrato così tante tracce che ci sono voluti mesi per gestire i file e portare a termine il processo di editing. Avevamo il materiale per circa cinque album, e pezzi di 14 minuti come "Everyone In Sweden" sono stati estratti da registrazioni in studio semi-improvvisate di circa mezz'ora. C'è voluto davvero tanto tempo per sistemare tutto, incluso il fluire dell'album e la sua lunghezza, esattamente come lo volevamo. Mi piace pensare che l'album abbia un bel bilanciamento tra l'energia della performance live e il senno di poi della post-produzione.
Sei conosciuto per essere un vocalist molto talentuoso. Cosa ti ha allontanato dal microfono, portandoti a suonare per questa release soltanto la chitarra?
Scrivo tanta musica sulla chitarra, e anche se molte delle musiche sono in uno stile cantautoriale, occasionalmente vengono fuori riff e sequenze sulle quali sarebbe impossibile cantare. Mi è piaciuto molto fare un disco strumentale proprio perché è una cosa completamente diversa da tutto quello che abbia mai pubblicato, e da quello a cui di solito vengo associato come artista. Ho una collezione gigantesca di jazz e jazz rock, oltre a un gran numero di album di musica classica minimalista, progressive strumentale, post rock: quello che gli Henry Fool fanno in Men Singing è esplorare ambiti che conosco bene e per i quali nutro un grande entusiasmo. Ed essere coinvolti in un progetto del genere è sorprendentemente spontaneo! Non ho smesso di cantare e scrivere canzoni, comunque.
Men Singing mostra una coabitazione armoniosa di prog settantiano e jazz-rock con post e art rock moderno. Quali sono le tue influenze principali? In che modo gli altri membri della band – dal tastierista e co-fondatore Stephen Bennet al leggendario ospite Phil Manzanera (chitarrista dei Roxy Music, ndr) – sono responsabili del suono della band?
Penso che le influenze a volte coincidano con quello che ascolti e che ti piace (vogliamo chiamare queste ultime ispirazioni?), mentre altre volte non lo fanno. Per esempio, due dei miei artisti preferiti di tutti i tempi sono Joni Mitchell e John Coltrane, ma non sento nessuna loro influenza in quello che faccio io. Artisti che considero sia mie ispirazioni che influenze potrebbero essere Nick Drake, Peter Hammill, Steve Reich, David Bowie, Talk Talk, Robert Fripp, Miles Davis, i Sigur Ros, i Pink Floyd, John Barry, Philip Glass, Scott Walker, Rain Tree Crow, Mark Eitzel/American Music Club e Kate Bush. Con gli Henry Fool, in verità, ci siamo chiusi in studio a registrare musica in presa diretta senza nessun progetto iniziale. Credo che l'album sia venuto fuori con elementi di band come Soft Machine, Pink Floyd e Quiet Sun, ma che al tempo stesso sia filtrato dalle personalità dei membri della band e dai quarant'anni, più o meno, che sono passati dal riconosciuto splendore degli artisti appena citati. Ognuno nella band ha gusti diversi, ma tutti rispettiamo e nutriamo interesse per il prog e il jazz rock e per compositori minimalisti come Philip Glass, Steve Reich e Terry Riley. Dato che i punti di partenza per le composizioni vengono principalmente da me e da Stephen Bennet e che noi due siamo stati responsabili del lavoro di post-produzione, credo che si possa dire che io e Stephen siamo stati i maggiori responsabili della nuova direzione degli Henry Fool. Detto questo, tutti gli altri musicisti hanno dato il loro contributo e le loro idee e Jarrod Gosling, al mellotron e al mixing, ha dato a me e a Stephen una grande mano a realizzare l'album esattamente come lo volevamo. Phil Manzanera si è unito a noi sul finire delle registrazioni, e si è inserito perfettamente con ciò che già era stato fatto.
"Men Singing" mi è parso un disco difficile da avvicinare per un non appassionato di prog. Qual era il target per il quale avete scritto quest'album? Era già, nelle vostre idee, specificamente rivolto a un pubblico di irriducibili amanti del prog?
Il disco è così com'è: non abbiamo confezionato l'album su misura per soddisfare i gusti di qualche particolare audience. Anche se spero che comunichi qualcosa all'ascoltatore (anche a un ascoltatore non-prog), il mio unico obiettivo era produrre un disco completo e onesto.
Hai collaborato con diversi artisti da tutta Europa, e in particolare con alcuni italiani: la band art rock Fijeri, la cantautrice Alice, il fondatore dei NoSound, Giancarlo Erra, con cui hai dato vita al progetto "Memories Of Machine". Come sono nate queste collaborazioni? C'è qualche band o artista italiano che apprezzi particolarmente, e con cui vorresti lavorare?
In tutti i casi che hai menzionato, mi è stato chiesto di cantare con la specifica band/artista e ho accettato di buon grado l'invito, dato che mi piaceva quello che facevano. Sono sicuro che ci sono parecchi musicisti italiani con cui sarebbe bello collaborare. Ho suonato dal vivo con Alice e Paolo Fresu a Milano e a un certo punto ho cominciato a improvvisare con Paolo – io alla voce, lui alla tromba. Sarebbe divertente tornare a lavorare a qualcosa insieme a lui. Mi piacciono molto alcuni album dei PFM, Le Orme, Franco Battiato, Banco, Area e altri, e credo che l'Italia abbia un'eredità progressive/art-rock di prim'ordine.
Negli ultimi anni sono nate molte collaborazione tra artisti della KScope. Cosa pensi della tua etichetta e dei tuoi compagni d'etichetta? Credi che essere parte di una sorta di "fratellanza" di artisti con idee simili sulla musica ti abbia aiutato a crescere come artista?
Credo che ci sia un'aria collaborativa molto positiva tra gli artisti del network Burning Shed e dell'etichetta KScope. Musicisti come Theo Travis e Dave Stewart hanno lavorato con diverse band – Porcupine Tree, No-Man, Anathema, ecc. – e sì, è bello avere un insieme di gruppi e musicisti affini che possono darsi il cambio tra un progetto e un altro. Colin Edwin sta lavorando sul prossimo album degli Slow Eletric e sta suonando live con gli Hery Fool, per esempio.
Un'ultima domanda: quali sono i tuoi progetti per il futuro? Possiamo aspettarci qualcosa di nuovo dai No-Man o dai Memories Of Machine a breve? Hai in cantiere nuove release degli Henry Fool… magari in meno di dieci anni?
Spero proprio di sì! Abbiamo un album di canzoni degli Henry Fool quasi completo, che speriamo di fare uscire l'anno prossimo. In più, c'è un secondo album degli Slow Electric e ho lavorato su materiale nuovo per i No-Man. Oltre a tutto questo, ho scritto un paio di canzoni con il talentuoso Jim Matheos dei Fates Warning e degli OSI.
Tim, grazie mille per aver risposto a queste domande. Hai un messaggio per i lettori di SpazioRock?
Grazie per l'attenzione! Spero che il sound di "Men Singing" possa piacervi!










