Comfort To Me
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Amyl and The Sniffers – Comfort To Me

Parlare di punk nel 2021 può voler dire tutto e niente. Se alcuni decenni fa il bersagliare i canoni e le regole era da considerarsi il leitmotiv di un movimento che aveva la sua ragione di esistere, oggi, nell’epoca di internet, da attaccare c’è rimasto ben poco. E se c’è qualcosa che è possibile ancora far risplendere tra i resti sbriciolati di anni infuocati, questa è l’indole, la stessa che quattro sgangherate anime di Melbourne hanno deciso di riportare in auge con gli occhi sbarrati e dritti verso il circle pit: gli Amyl And The Sniffers si forgiano tra abiti dozzinali e acconciature malmesse, devastando platee con una proposta musicale che riesce ad amalgamare la ruvidezza secca del punk classico all’inevitabile scorrere del tempo.

Comfort To Me” è la seconda manata in faccia che mette KO i nostri sensi, già provati dall’omonimo, incontenibile, debut album del 2019. Ma a differenza di quest’ultimo, la nuova fatica di Amy Taylor e soci gioca a sorprendere, coniugando un punk rock semplice e coinciso a sperimentazioni azzecate: dalle tipiche, rapide sfuriate di “Freaks To The Front” e “Don’t Need a Cunt (Like You to Love Me)”, saltiamo a piè pari verso il riffing diversificato ed influenzato dall’alternative/hard rock di “Hertz” e “Security”, due tracce che sembrano dividersi tra la voglia di colpire manescamente e il desiderio di far scuotere i fondoschiena, soprattutto in sede live. Il sapore grungy mescolato all’aroma di classic rock di “No More Tears”, il ritmo quasi ubriacante della sporca e lenta “Knifey” sono piccoli elementi di un’ opera architettata da musicisti che non si limitano ai soli power chords o ai refrain aizza-folle; ci troviamo di fronte ad una band che sa perfettamente come procacciare il meglio dai propri strumenti, a partire dalle quattro corde di Gus Romer, che in “Comfort To Me” decidono di prendersi la scena con un sound distorto, grezzo, massiccio.

Declan Mehrtens guarda oculatamente verso i pedali, alimentando con nuova benzina il semplice riffing del punk, che diventa, quindi, multiforme, intenso e pregno di un sound al passo coi tempi. “Capital” e “Maggot” rapiscono subito, complice la voce urticante, velenosa e acerba di Amy Taylor, sempre più fulcro della band. Scatenata on stage, così come in studio, il carisma, la sfacciataggine e la giusta dose di pazzia della frontwoman strabordano dagli argini di “Comfort To Me” , allagando completamente il circondario musicale: “Guided By Angels” è la sua canzone e riesce a travolgere con la violenza di un jet diretto al suolo, senza mezze misure.

“Comfort To Me” è un bel passo in avanti che il quartetto di Melbourne effettua a due anni dal buonissimo debut: cosa ci ritroviamo tra le mani? Un disco più maturo, che sottolinea la crescita costante di una band che ha mantenuto viva l’essenza spudorata del punk, sapendola categorizzare in un periodo ben diverso dagli anni ’80 o ’90. Gli Amyl And The Sniffers osano nei limiti del possibile, regalandoci un album che non scopre nessuna nuova carta in tavola, ma che è capace di tirare uno scossone ben assestato ad un 2021 già ricco di ottime uscite: di certo, “Comfort To Me” rende ancor più ardente la brama di farsi investire brutalmente live dal carrozzone australiano targato Amyl And The Sniffers.


Tracklist:

01. Guided by Angels
02. Freaks to the Front
03. Choices
04. Security
05. Hertz
06. No More Tears
07. Maggot
08. Capital
09. Don’t Fence Me In
10. Knifey
11. Don’t Need a Cunt (Like You to Love Me)
12. Laughing
13. Snakes

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