Ivanshevick 2011 00
RECENSIONI

Ivashkevich – Ivashkevich [EP]

Il trio romano degli Ivashkevich segue un percorso che definirei assai pericoloso ed azzardato. Mi spiego subito, cominciando a definire la proposta musicale: immaginate i CSI che prendono il treno per la mitica tratta Trans-Siberiana, destinazione Mosca, e che si ritrovano in carrozza il Nick Cave più fissato col pianoforte e le tastiere, il tutto con l’intento di rileggere il movimento darkwave innestando una forte vena di folklore russo, in particolare il suo decadente e desolante senso di oppressione.

Se riuscite ad immaginare tutto questo, allora non dovreste ritrovarvi sorpresi da quanto troverete su questo inciso, un’opera che parte timidamente, quasi in punta di piedi, con “Inizio” e “Casa Dolce Casa” che hanno il compito di introdurci l’unicità sonora della band (in particolare, l’interpretazione vocale volutamente strascicata ed angosciata di Gianni Puri, militante nei Spiritual Front fino al 2006), salvo quindi esplodere letteralmente sulla marcia da inverno bellico in Ucraina di “La Guerra E’ Finita” e perdersi, infine, in un abbraccio malinconico, dapprima timido e dolce (“L’Autostrada”), quindi più forte e confortante (il pianoforte concitato di “La Luce”). Poi, i testi, tutti magnificamente incentrati sul degrado della condizione umana, sulla vita vissuta come espiazione di una colpa a noi ignota.

C’è una netta sensazione che assale mentre si scopre la band col primo ascolto, mentre si rimane rapiti dall’assoluta originalità della proposta musicale: che con molto poco, tutto sarebbe stato inesorabilmente rovinato, col risultato di essere eccessivi e tremendamente fuori luogo. Invece, quasi per magia, il trio si dimostra compatto ed ispirato, non perde mai la misura dell’unicità della sua vena compositiva, e riesce a cavalcare con estrema non-chalance il pericoloso bilico tra il prodotto di sicuro fascino e quello terribilmente astruso.

Alla fine, quindi, si rimane con l’amaro in bocca giusto per il fatto che si tratta di un breve EP, peraltro – e qui consentitemi la digressione – molto curato nella grafica e nella presentazione, visto che la band vi vende il prodotto accompagnato da spille ed adesivi, tanto per rimarcare lo studio che questi ragazzi portano avanti non solo nella musica, ma anche nell’immagine (ed il fatto che Puri, il fondatore del progetto, sia anche un designer nella vita è palese se date un’occhiata al website della formazione).

Quindi, “Ivashkevich” è uno splendido biglietto della visita per la band, il classico “buongiorno che si vede dal mattino” e che necessita di essere quanto prima confermato con un bel full-length; perché, sapete: si rischia davvero di potersi sbilanciare a scrivere che questi ragazzi possano partorire, un giorno, qualcosa di tremendamente significativo. Nel mentre, se siete affascinati tanto dall’alternative rock quanto dalla darkwave o, perché no, dal folk, io vi consiglio vivamente di saggiare questa esotica realtà musicale sì tutta italiana, ma con i Balcani trapiantati con decisione nel cuore.

Tracklist

01. Inizio
02. Casa Dolce Casa
03. La Guerra E’ Finita
04. L’Autostrada
05. La Luce
06. Fine