Ciao Mike, grazie per essere con noi! Come stai?
Oh, sì, va tutto bene, ci stiamo preparando per andare in tour, stiamo preparando le valige e stiamo organizzando il tutto. Siamo contenti di andare nuovamente in tour e, naturalmente, siamo felicissimi di venire in Italia per alcuni show, fantastico!
Nella vostra carriera non avete mai perso il ritmo nel fare nuovi album, quest’anno avete pubblicato “A Brief Crack Of Light”, il vostro tredicesimo album. C’è un segreto che vi permetta di avere sempre nuove idee?
Siamo sempre stati fan della musica, prima di essere musicisti amavamo la musica e ci emozionava. Penso che sia importante mantenere l’interesse, la passione, abbiamo bisogno di fare nuova musica, con nuove idee e cerchiamo di fare cose sempre diverse. Siamo fortunati, abbiamo dei fan a cui piace ascoltare album nuovi. Con altre band, capita che i fan vogliano ascoltare solo le canzoni più vecchie, ma il nostro pubblico ama ascoltare anche le nuove canzoni, quindi siamo stati fortunati in questo, e penso che questo sia quello che mantenga tutto più fresco, dopo tredici album, ogni sera possiamo suonare canzoni differenti, facciamo sempre in modo di suonare le canzoni dei nostri 22 anni di carriera, il che è difficile perchè il concerto può diventare molto lungo.
Visto che avete una grande esperienza come musicisti, il vostro approccio nel fare album è sempre lo stesso, come nei primi anni, oppure è cambiato?
Forse perchè abbiamo fatto altri album i fan conoscono la band, conoscono il nuovo album e si aspettano qualcosa di buono. Penso che quando realizzi il tuo primo album non ci sono aspettative, perchè non hai un pubblico, è tutto nuovo e a mano a mano che si va avanti, cerchiamo di non ripetere elementi dell’album precedente. Non è una regola, ma è quello a cui abbiamo pensato, facciamo cose nuove ma in modo assolutamente naturale. Non abbiamo una formula vincente, alle volte funziona e altre volte no. Qualsiasi musicista lo sa, anche se hai provato tutte le canzoni, tutto può cambiare in studio. Hai momenti più spontanei, e alle volte qualcosa può venire fuori in modo diverso da come te lo sei programmato, ma è un bene essere aperti.
Di solito lavorate in studio o registrate le vostre idee e musica mentre siete in tour?
Dipende da progetto a progetto. Alcune canzoni vengono fuori nella loro interezza e non hanno bisogno di molti arrangiamenti, alcune idee vengono fuori anche da un film, o alle volte ascolti un album con un certo tipo di atmosfere e sentimenti, provi a suonarli con la chitarra elettrica e ha un suo sviluppo; diciamo che l’ispirazione può venire da qualsiasi cosa, non abbiamo una linea di lavoro definita come “Ah sì, facciamo questo in questo modo”. Alle volte è difficile perchè hai talmente tante idee che vuoi trasformare in canzoni. Di solito ci rinchiudiamo assieme come in un piccolo studio di prove, e proviamo in continuazione, lavoriamo sulle canzoni e si sviluppano le idee.
Ma l’idea iniziale può venire da qualsiasi parte, da qualcosa che il tuo amico ti ha detto al bar o da qualcosa che hai visto alla tv..
Ciascun brano di “A Brief Crack Of Light”ha la sua peculiarità, e ovviamente nell’album son presenti molti generi e influenze, è difficile mantenere la musica personale, come voi avete fatto, e fondere le varie ispirazioni?
Può sembrare brutto, ma devi essere egoista. Visto che dobbiamo suonare le canzoni al concerto, se qualcuno della band non approva l’idea o canzone al 100%, non la usiamo perchè suoneremmo la canzone live molte volte e se non ci credi, è difficile metterci la motivazione. La cosa più importante per fare un ottimo album è essere felici, suonare le cose che ci piacciono. In questo album ci sono influenze da artisti di musica elettronica, che potrebbe non essere immediato quando lo ascolti perchè ci sono molte chitarre senza tastiere o sintetizzatori. Inoltre, ci sono alcuni elementi da band più vecchie che ascoltavamo, ed è come un ciclo. Le influenze principali ci sono sempre, come il background punk, ma c’è sempre qualcosa di nuovo, suoni diversi da provare. Alcune canzoni sono particolari perchè abbiamo registrato le chitarre e le voci per prime, e poi abbiamo registrato basso e batteria; in altre invece abbiamo registrato prima la batteria, il basso, le chitarre e poi le voci.
Mike, mi hai parlato di essere egoista, in senso buono ovviamente, ma anche i fan sono un elemento chiave, anzi, l’elemento più grande per una band.
Oh, non fraintendermi, ovviamente i fan sono molto importanti, e abbiamo dei grandi fan. Intendo egoista in questo modo: penso che se mi piace una cosa che produco, so e spero che ai fan piaccia, ma non posso darlo per scontato. Se abbiamo scritto un album per compiacere i nostri fan, vuol dire trattarli con condiscendenza. Non puoi farlo. Molti fan della musica rock son intelligenti, alcuni son più per il metal, molti sono più per il punk e la musica alternativa, o anche per musica elettronica, la musica gothic, ma abbiamo anche persone che amano la musica pop e amano le melodie, ed è interessante vedere questo mix di persone, e ci piace ricevere dei feedback positivi ai concerti. Abbiamo incontrato, nel corso degli anni, tanti ottimi amici, con cui ci vediamo. Non li vedo semplicemente come fan, ma proprio più come amici.
La cosa più importante è essere orgogliosi di se stessi, di ciò che si è fatto e di dare il meglio ai fan. Se comprendono il tuo lavoro è un bene, ma se ciò non succede, ti puoi reputare fiero in ogni caso, sei d’accordo?
Assolutamente! C’è la mia immagine, il mio nome sul disco, e penso sia nella natura umana voler fare qualcosa di buono. Non voglio fare qualcosa che non sia buono perchè è facile farlo, piuttosto spenderei i prossimi due anni a tornare alle origini più “heavy” e fare in modo che venga fuori nella migliore maniera possibile; sei sempre tentato dal fare qualcosa di facile, c’è sempre molta pressione nelle band, devi scrivere un album in poco tempo, in due settimane o in due mesi, e poi devi andare in tour. Una delle cose che abbiamo imparato è di usare il tempo nel modo giusto: continueremo a fare ciò che ci piace, ma vogliamo farlo bene. Se non mi piace qualcosa, o penso di poterlo fare meglio, se vogliamo cambiare un elemento, lo facciamo. I nostri fan son pazienti e rispettosi, se ogni anno non esce un album è perchè stiamo lavorando su uno nuovo o siamo in tour.
Parliamo dei vostri concerti in Italia. Non trattandosi della prima volta, quali sono i migliori ricordi che avete degli show precedenti nel nostro paese?
Ho un bel ricordo dei concerti, di andare a Milano e altre cose. L’Italia è un paese molto passionale, ma questo forse è un cliché. Qui abbiamo un sacco di band irlandesi, e quando si diventa una band internazionale, la gente si esalta. Siamo venuti in Italia nel 1992, 1993 forse, non mi ricordo bene la data del nostro primo concerto, ma abbiamo ottimi rapporti con il nostro promoter. Mi ricordo di essermi divertito, e la gente ha molto senso dell’umorismo. Non vedo l’ora di venire, credo siano passati cinque o sei anni, e abbiamo anche fatto un paio di festival molto belli.
Mike, abbiamo finito. Grazie mille per il tuo tempo. Vuoi lasciare un messaggio per i vostri fan italiani e i lettori di SpazioRock?
Grazie per il vostro supporto, per i momenti meravigliosi quando siamo venuti in Italia, siamo emozionati perchè è uscito il nuovo album, abbiamo fatto molti concerti, suoneremo le vecchie canzoni, le nuove canzoni, ci metteremo molta energia e speriamo che il pubblico si diverta, e ovviamente usciremo per salutare i fan. Sarà fantastico! Ci vediamo presto!










